30 agosto 2017

Prima parte| Scenario

Lezione 1 – Città Aumentate di un diverso presente

Maurizio CARTA, UniPA

Con Maurizio Carta siamo partiti dall’esplorazione del significato della parola Poliferia.

Quando ormai il termine periferia sembra stretto, limitante e inadeguato per narrare alcuni luoghi del nostro presente, ecco la necessità di un neologismo, efficace e denso di significato.

Poliferia, creato dall’unione delle parole greche pólis ‘città’ e polýs ‘molto’ + phéro ‘portare’, descrive la capacità dei luoghi di creare molteplicità, costruire città, definire l’urbanità e disegnare una comunità.

E se però l’impianto normativo urbanistico italiano è del 1942, bisogna essere consapevoli della forte necessità di accelerare una reale innovazione, perché progettare le città di un diverso presente è anche una sfida etica.

 

Lezione 2 – Le città creative

Paolo VERRI, Matera 2019 e Valentina MONTALTO, JRC EU Commission

Valentina Montalto inizia il suo intervento dall’importanza della cultura per l’Europa, motivo per cui essa è al centro delle sue politiche.

Nonostante la competenza di tale materia rimanga anche appannaggio degli Stati membri, la cultura viene vista come strumento di riposizionamento dell’intero continente.

Valentina ha poi raccontato l’attività del Joint Research Centre, che ha raccolto e messo a disposizione dati sulle città. La piattaforma interattiva creata, The Cultural and Creative Cities Monitor CCCM, considera 168 città e le misura, attraverso alcuni indicatori specifici, con l’obiettivo di facilitare la valutazione di punti di forza e criticità delle politiche, mostrare e comunicare l’importanza della cultura e della creatività a livello socioeconomico e stimolare ulteriore ricerca sul tema.

Paolo Verri invece, Direttore di Matera 2019, racconta una realtà ben a noi tutti. Dal 1974 l’Italia e l’Europa decrescono: il ‘900 europeo ha lasciato molti ossi di seppia in giro per l’Italia e l’Europa.

Che lavoro è quindi necessario condurre sui territori?  Partendo dall’importanza delle istituzioni, rispetto a quella dei singoli, è necessario creare coalizioni miste e collaborative che sappiano far sviluppare un intero territorio: le coalizioni urbane sono micro tabù che tengono insieme i singoli e governano il caos.

Dobbiamo quindi reprimere l’individualità singola e proporre l’individualità collettiva.

 

Seconda parte| Arcipelaghi

Lezione 3 – Le montagne e i confini

Anna GIORGI e Matteo CARRER, Università della Montagna

L’Università della montagna è un hub culturale.

L’Italia è, infatti, l’unico Paese con oltre il 50% del territorio coperto da monti: per questo motivo, parte del suo futuro risiede nella valorizzazione di questi territori.

È quindi necessario riconoscerne le specificità ed abilitare le persone che ci vivono, o ci ritornano, a trasformare le risorse in veri e propri circuiti di sviluppo economico e culturale, attraverso il capitale umano del luogo.

 

Lezione 4 – Le città e oltre

L. GARIBALDO, Dynamoscopio – E. OSTANEL, IUAV

Luca Garibaldo ci ha presentato l’esperienza milanese del mercato Lorenteggio, un mercato comunale rigenerato, diventato punto di riferimento per il quartiere Giambellino, tanto che su Tripadvisor è il primo ristorante scelto in tutta Milano.

Elena Ostanel ha invece portato l’esempio di Piazza Gasparetto a Padova, che ha una storia di rigenerazione urbana e innovazione sociale.

Ha poi sottolineato che con la definizione di rigenerazione urbana non possiamo più intendere un processo soltanto tecnico, ma anche sociale e politico: non c’è rigenerazione urbana, infatti, se non cambiano le relazioni di potere e le opportunità delle persone più vulnerabile all’interno del quartiere.

 

Lezione 5 – Il Mediterraneo – modera Emmanuele CURTI, consulente Matera 2019

Cristina ALGA, CLAC – Andrea BARTOLI, Farm Cultural Park – Alessia ZABATINO, Action Aid

Introdotti dall’intervento di Michele D’Alena, che ha presentato il piano di riqualificazione urbana della città di Bologna e la mappa delle fragilità, costruita su 14 indicatori di misurazione del potenziale di vulnerabilità dei quartieri, si è svolto il workshop dal titolo “Il Mediterraneo”.

A partire dal confronto tra pratiche in corso che coinvolgono territorio e comunità, rigenerazione urbana e innovazione sociale, Cristina Alga (Clac), Alessia Zabatino (AA), Andrea Bartoli (Farm Cultural Park) , con le riflessioni a margine di Emmanuele Curti (Matera 2019), hanno raccolto storie ed esperienze di spazi che hanno una publicness e che operano in diversi campi dalla cultura al sociale.

Ci siamo chiesti come questo valore e queste diversità possano acquisire una maggiore rilevanza sia nei singoli contesti che come soggetti riconosciuti ed interlocutori necessari per le politiche di sviluppo nazionali. A partire da questo è stata lanciata una proposta di mappatura e creazione di connessione messa in rete delle realtà esistenti per dimostrare attraverso dati e narrazioni il valore sociale prodotto da queste esperienze. La campagna si chiamerà #lostatodeiluoghi e partirà nell’autunno 2017 fino alla primavera 2018.

 

Lezione 6| Aperitivo: Comunità Provvisorie

Franco ARMINIO, Paesologo

Dal racconto di Chiara Deodato, studentessa Summer School

E poi, quando ormai l’atmosfera è quella “giusta” alle Monacelle e si è un po’ tutti allentati da una quarta, intensa giornata, arriva la poetica e “geolocalizzata” ironia di Franco Arminio, esordendo con un “Di dove siete?” che porta la lettura di una sua poesia nelle lingue di terra sarda, anzi Nuoro, inglese o meglio Glasgow, ed infine pugliese, terra che riceverà elogi nei passaggi successivi.

Domande e pensieri dal pubblico vengono riconvertiti in riflessioni e rimandi ironici, tra realtà e immaginazione, di un’Italia complessa ma anche profondamente semplice e spontanea. Nella sua capacità di sedersi di fianco al prossimo, cantare all’unisono certe canzoni fino a congedarsi, entusiasta e commossa, con un bel(la) ciao.

 

Ed anche oggi, da Matera è tutto.

 

@progettoRENA

 

Grazie ai racconti di Alessandra Medici e Chiara Deodato per la stesura dell’articolo.

 

di Federica Bandera su ”Gli Stati generali”

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