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<title>Rena - Rete Per L'Eccellenza Nazionale</title><link>http://www.progetto-rena.it/dblog/</link>
<description>Rena - Rete Per L'Eccellenza Nazionale</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Porta un amico!]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img align="middle" style="width: 446px; height: 236px;" src="/public/z11 mani in pasta.jpg" alt="" /></p>
<p>Tutte le creazioni passano per le mani. <br /></p>
<p>Un libro, una foto, un quadro, una musica, una casa, un dolce ... sarebbero solo pensieri se non ci fossero le mani a darne concretezza.<br />&nbsp;<br />Il 15 luglio alle 19.30, incontro di apertura di A-RENA. E partiamo dalle mani. <br />Daniele Lanci porta le sue foto. Mani esperte e talentuose.<br />Gocce di inchiostro ci far&agrave; spazio tra i suoi libri. <br />Un'occasione per stare insieme e parlare di talento, merito e delle nostre mani.<br />Ci sar&agrave; da bere, da mangiare, da ascoltare, da guardare. <br />&nbsp;<br />Porta un amico! <br />&nbsp;<br />&nbsp;************* <br />&nbsp;<br />Ti aspettiamo gioved&igrave; 15 luglio dalle 19.30 alle 22.00 in via Agostino Bertani 11<br />Un aggiornamento sulle attivit&agrave; RENA preceder&agrave; la serata.&nbsp; <br />Dividiamo la spesa: 15 euro a testa</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progetto-rena.it/dblog/articolo.asp?articolo=138]]></link>
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	<dc:date>2010-07-14T10:39:20+01:00</dc:date>
	<dc:creator>RENA</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Un nuovo Risorgimento per l'Italia]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img width="199" vspace="3" hspace="2" height="213" border="1" align="left" src="/public/zzz Torino-mole10.jpg" style="width: 221px; height: 210px;" alt="" />Lo scorso 18 maggio si &egrave; tenuta l'Assemblea annuale dei Giovani Imprenditori torinesi, che &egrave; stata anche l'occasione per un dibattito su &quot;Torino, i giovani e il Risorgimento del Paese&quot;, a cui hanno partecipato il Direttore generale della LUISS Pier Luigi Celli e il Presidente di RENA Alessandro Fusacchia. Il dibattito ha preso spunto dalla lettera aperta che Celli aveva pubblicato lo scorso dicembre su Repubblica, e nella quale invitava provocatoriamente suo figlio a lasciare il paese per farsi valere e cercare fortuna all'estero. </p>
<p>Nel corso degli interventi, diversi temi sono stati affrontati, tra cui: le opportunit&agrave; per le nuove generazioni, la circolazione dei cervelli, possibili iniziative specifiche per fare in modo che parti attive della societ&agrave; si mobilitino per contribuire al progresso culturale, sociale e civile dell'Italia. Fusacchia ha invitato i giovani imprenditori di Torino a tornare nelle scuole, per parlare di imprenditorialit&agrave; e ispirare coraggio e fiducia nel futuro. &quot;Andate a raccontare nelle scuole i vostri successi&quot;, ha detto. &quot;Andate a raccontare i vostri fallimenti. Raccontate loro come li avete superati. E se vi dicono: si pu&ograve; partire da zero? &ndash; rispondete di s&igrave;, e poi date loro una mano. Diamo ai giovani, ai pi&ugrave; giovani di noi, la possibilit&agrave; di crescere nel mondo del Ventunesimo secolo, non nell&rsquo;Italia del Novecento&quot;.</p>
<p>L'assemblea ha visto anche l'elezione di Davide Canavesio, arenauta, come nuovo Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell'Unione Industriale di Torino. Nel corso del dibattito, Canavesio, che rester&agrave; in carica fino al 2013, ha insistito molto sul ruolo dei giovani imprenditori come &quot;classe dirigente del presente&quot;. &quot;Vogliamo riportare al centro del nostro pensiero&quot;, ha detto Canavesio, &quot;il concetto di imprenditore-cittadino, immerso nel proprio territorio, con vocazione a produrre benessere per la propria azienda e per il territorio circostante&quot;. La squadra messa in piedi da Canavesio &egrave; fatta di vita di tutti i giorni: comprende ben quattro neo-mamme imprenditrici nel lavoro e nelle loro famiglie.</p>
<p>Una delle idee condivise all'incontro di Torino &egrave; stata quella di lavorare ad un nuovo patto, non solo inter- ma soprattutto intra-generazionale, che coinvolga tutti coloro che &ndash; nella generazione dei venti-trenta-quarantenni &ndash; abbiano voglia di spendersi in prima persona per migliorare la vita della propria comunit&agrave; di riferimento e del Paese nel suo insieme. A pochi mesi dal 2011 e dall'inizio dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unita d'Italia, le nuove generazioni hanno l'occasione d'oro per unire le forze e dare avvio ad un nuovo Risorgimento del Paese. Un Risorgimento capace di creare discontinuit&agrave; rispetto a tutti quei costumi che costringono l'Italia a rimanere un paese ancora troppo chiuso, opaco, dove la mancanza di (assunzione di) responsabilit&agrave; &egrave; la norma, popolato di tifoserie non solo negli stadi, e che sappia invece costruire una nuova etica pubblica fondata sui valori di apertura, responsabilit&agrave;, trasparenza, equilibrio. </p>
<p>Gli interventi di Alessandro Fusacchia e Davide Canavesio possono essere scaricati qui sotto:</p>
<p>(1) <a href="http://www.progetto-rena.it/public/zz_NUOVO_FUSACCHIA_spunti_intervento_-_Torino_18_maggio.pdf">Alessandro Fusacchia </a></p>
<p>(2) <a href="http://www.progetto-rena.it/public/z_CANAVESIO_spunti_intervento_-_Torino_18_maggio.pdf">Davide Canavesio</a> <br /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progetto-rena.it/dblog/articolo.asp?articolo=137]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.progetto-rena.it/dblog/articolo.asp?articolo=137</guid>
	<dc:date>2010-06-18T13:31:56+01:00</dc:date>
	<dc:creator>RENA</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[RENA lancia "Free As The Web" per una rete libera e neutrale]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold;">Presentato a Milano di fronte a imprenditori e politici il progetto di sensibilizzazione sulla libert&agrave; di Internet</span><br style="font-weight: bold;" /><br /><span style="font-style: italic;"><img width="280" vspace="4" hspace="3" height="190" border="4" align="left" src="/public/FATW-2.jpg" alt="" />Milano, 30 maggio 2010</span> - E' stato ufficialmente lanciato il progetto &quot;Free As The Web, per una rete libera e neutrale&quot;, promosso da RENA (Rete per l'Eccellenza Nazionale), associazione indipendente di giovani italiani che lavorano in Italia e all&rsquo;estero e che si adopera per sviluppare pratiche di eccellenza nel nostro Paese. La <span style="font-weight: bold;">campagna di sensibilizzazione</span> partir&agrave; dal sito/osservatorio <a href="http://www.freeastheweb.org">www.freeastheweb.org</a>, arena virtuale in cui approfondire i temi della libert&agrave; e neutralit&agrave; della rete. Hanno presentato il progetto  allo spazio The Hub - in occasione dell'evento Butterfly Web, organizzato da Lo Spazio della Politica - Mirko Pallera, esperto di comunicazione sui nuovi media e Fabio Oliva, ricercatore esperto di formazione e tra i fondatori di RENA. Free As The Web - che si propone di realizzare diverse attivit&agrave; di comunicazione e divulgazione, tra le quali la realizzazione di un grande monumento permanente per la libert&agrave; di Internet -, ha gi&agrave; raccolto adesioni da aziende come Google Italia, istituti giuridici come Labsus e il patrocinio dell'Accademia di Brera di Milano. <br /><br />Ha introdotto la presentazione Fabio Oliva, responsabile relazioni esterne di RENA, che di fronte ad una platea composta da giovani imprenditori, professionisti del web e politici (due del Pd, Sandro Gozi e Alessia Mosca, e due del Pdl, Bruno Murgia e Beatrice Lorenzin), ha illustrato la missione e i valori dell'associazione promotrice del progetto, che conta ad oggi oltre centoventi iscritti: ventenni, trentenni e quarantenni italiani sparsi in Italia, in Europa e nel resto del mondo che hanno maturato esperienze importanti nei diversi ambiti professionali. Anche Free As The Web e <a href="http://www.freeastheweb.it/wp-content/uploads/2010/05/manifesto_Free_as_the_Web1.pdf">il suo manifesto</a>, scaricabile dal sito, si ispirano ai valori di RENA: apertura, responsabilit&agrave;, trasparenza ed equilibrio.<br /><br />Il concept di Free As The Web &egrave; stato presentato da Mirko Pallera,&nbsp; ideatore della campagna ed esperto di comunicazione virale: si tratta di una rivendicazione della libert&agrave; di ognuno che diventa un appello comune per la difesa delle libert&agrave; della Rete. Il logo, che ricorda il tasto di accensione (o di spegnimento) di un apparato tecnologico, &egrave; stato realizzato da Luca Magnoni e Fabrizio Loveri, creativi del Ninja LAB, agenzia di comunicazione specializzata in campagne nei nuovi media digitali. Simboleggia le potenzialit&agrave; offerte da Internet e la possibilit&agrave; che &egrave; nelle nostre mani di continuare ad utilizzare tali potenzialit&agrave; o di limitarle attraverso politiche restrittive o censorie.<br /><br />&quot;Tra gli obiettivi pi&ugrave; ambiziosi e di grande rilevanza simbolica del nostro progetto c'&egrave; quello di <span style="font-weight: bold;">realizzare in Italia un grande monumento per la libert&agrave; della Rete, una Statua della Libert&agrave; di Internet&quot;</span> - ha dichiarato Mirko Pallera. Intorno a questa e ad altre idee stiamo calamitando l'entusiasmo e raccogliendo adesioni e contributi da istituzioni e da aziende. Quella di Free As The Web &egrave; <span style="font-weight: bold;">una campagna di cittadinanza che vuole sensibilizzare la gente comune su&nbsp; alcuni diritti fondamentali che vanno tutelati</span>: chi ha a cuore come noi la libert&agrave; di Internet pu&ograve; da oggi aiutarci a difenderla&quot;.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Che cos'&egrave; Free As The Web?</span><br /><br />Free As The Web &egrave; una campagna di cittadinanza attiva, una sfida di impegno civico, un'idea che si diffonde dentro e fuori Internet. Free As The Web prosegue una riflessione che &egrave; antica quanto la civilt&agrave; umana e che ora &egrave; necessario contestualizzare alla luce dei nuovi spazi sociali aperti dai mezzi di comunicazione digitale. In un Paese dove troppo spesso Internet &egrave; oggetto di cattiva informazione e di campagne populistiche, dove la Rete &egrave; spesso tollerata ma non compresa, vogliamo aprire un dibattito aperto e consapevole, e porci delle domande: <br />
<ul>
    <li>Quali sono i confini della Libert&agrave; in Rete? </li>
    <li>Cosa significa e come va declinata la neutralit&agrave; della Rete? </li>
    <li>E ancora, pi&ugrave; concretamente, chi &egrave; responsabile del contenuto di un video caricato sul web: chi lo gira, chi lo carica, chi lo pubblica o chi lo diffonde? </li>
    <li>Internet &egrave; pi&ugrave; simile alla tv o a una piazza cittadina? </li>
    <li>La banda larga &egrave; un diritto?</li>
</ul>
Free As The Web vuol dire interrogarsi sul confine della libert&agrave; on-line, per capire a cosa rinunciamo ogni volta che decidiamo di disegnare un nuovo limite. Ma anche, di necessit&agrave;, sul concetto stesso di Libert&agrave;, che esiste online e offline, e non pu&ograve; prescindere dall'esistenza delle regole. Free As The Web, allo stesso tempo, vuol dire immaginare come utilizzare al meglio le opportunit&agrave; che la Rete offre, per migliorare la nostra vita e il nostro mondo.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Chi siamo</span><br /><br />Free As The Web &egrave; un&rsquo;iniziativa di RENA (Rete per l&rsquo;Eccellenza Nazionale &ndash; www.progetto-rena.it), un&rsquo;associazione indipendente di giovani italiani che lavorano in Italia e all&rsquo;estero e che si adopera per promuovere pratiche di eccellenza nel nostro Paese. I quattro principi guida di RENA, apertura, responsabilit&agrave;, trasparenza ed equilibrio saranno la bussola anche della campagna per la libert&agrave; della Rete.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Per informazioni</span><br style="font-weight: bold;" /><br style="font-weight: bold;" />Sito Web: www.freeastheweb.org <br />Email per contatti: info@freeastheweb.org - info@progetto-rena.it<br /><br />________________________________]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progetto-rena.it/dblog/articolo.asp?articolo=132]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.progetto-rena.it/dblog/articolo.asp?articolo=132</guid>
	<dc:date>2010-05-31T22:43:41+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabio Oliva</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Dalla Puglia agli States, l'eccellenza italiana in aiuto di Obama ]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img width="150" vspace="4" hspace="3" height="161" border="1" align="left" style="width: 161px; height: 162px;" src="/public/zz oil_and_water.jpg" alt="" />E' notizia degli ultimi giorni, ed ha suscitato non poco interesse tra operatori del settore e non.</p>
<p>Una piccola azienda barese, la <a href="http://www.fluidotecnicasanseverino.com/">Fluidotecnica Senseverino</a>, potrebbe essere in grado di aiutare la British Petroleum e il governo nordamericano nella soluzione definitiva del problema della 'marea nera'. </p>
<p>Un danno ambientale unico per vastit&agrave; e e incalcolabile per portata, ma la cui definitivit&agrave; potrebbe essere evitata da un macchinario chiamato Oilsep CC Ecology.&nbsp; </p>
<p>Brevettato dalla Fluidotecnica, l'Oilsep &egrave; in grado di separare nettamente&nbsp; l'acqua da tutti i fluidi galleggianti dispersi in mare da navi cisterne o piattaforme petrolifere, con un'affidabilit&agrave; che si aggira intorno al 99%.</p>
<p>Il prodotto &egrave; stato felicemente testato dalla Bosch, altra importante azienda con impianti produttivi in terra di Bari, ed &egrave; attualmente richiesto in molte zone a forte estrazione di idrocarburi fossili, come l'Oman e la Nigeria.</p>
<p>Nei giorni scorsi, il tam tam mediatico aveva portato la notizia all'attenzione di blog e furum, tra lo scetticismo diffuso di coloro che non credono o non conoscono la storia di Davide e Golia.</p>
<p>La stessa BP non aveva immediatamente raccolto l'iniziativa del titolare della Fluidotecnica, che aveva personalmente contattato la Societ&agrave; raccogliendo l'invito a collaborare posto nella home page del loro sito.</p>
<p>L'intervento diretto del <a href="http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&amp;id=8140&amp;opz=display ">Presidente Vendola </a>ha dato un notevole impulso alla vicenda: con una lettera scritta al Ministro Frattini, all'Ambasciatore Statunitense in Italia David Thorne e all'Ambasciata italiana negli Usa, Nichi Vendola, a capo di una regione riconvertitasi all'economia verde, si &egrave; personalmente fatto garante e promotore dell'iniziativa, offrendo non solo la possibilit&agrave; di utilizzare il macchinario, ma l'appoggio e il sostegno produttivo dell'intero distretto della meccanica pugliese.</p>
<p>Tutte le aziende del distretto, infatti, iniziativa unica nel suo genere, hanno deciso di fare fronte comune e di aiutare la Fluidotecnica nella produzione della totalit&agrave; dei macchinari che dovessero rendersi necessari per la soluzione definitiva del problema.</p>
<p>Il governo americano ha dichiarato di essere interessato al macchinario e a che contatti in tal senso possano essere avviati.</p>
<p>Un'iniziativa di cui andare fieri, e un'esempio concreto di come il 'fare sistema' non debba restare confinato nel campo delle buone intenzioni, ma possa diventare la prassi concreta di ogni giorno.</p>
<p>Con consapevolezza e lavoro comuni, ma anche con la voglia di osare e di crescere al di l&agrave; dei propri naturali orizzonti.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progetto-rena.it/dblog/articolo.asp?articolo=131]]></link>
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	<dc:date>2010-05-24T10:09:47+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Morena Ragone</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Creative Commons: Il confine tra libertà d’espressione e diritti d’autore]]></title>
	<description><![CDATA[<img hspace="2" height="173" width="230" vspace="3" border="1" align="left" src="/public/Creative commons.JPG" alt="" /><span style="font-style: italic;">* Articolo di Marco Perone</span><br /><br />Nel 1991, con la nascita del World Wide Web, l'utilizzo di Internet &egrave; stato aperto a milioni di persone. Accompagnato dall&rsquo;esplosione dell&rsquo;era digitale, <span style="font-weight: bold;">Internet ha segnato una rivoluzione nell&rsquo;ambito della conoscenza e della comunicazione</span>: libri, articoli, manuali accademici, composizioni musicali, opere cinematografiche, dipinti, fotografie e illustrazioni (la lista &egrave; esemplificativa e non esaustiva!) sono diventati condivisibili da milioni di utenti simultaneamente. Parallelamente, nel 1989, la Convenzione di Berna ha stabilito  il riconoscimento reciproco del diritto d'autore tra i paesi aderenti e la facolt&agrave; esclusiva di diffusione e sfruttamento di un'opera da parte del suo autore. Se da un lato &egrave; stato giusto disciplinare un terreno ancora inesplorato e proteggere l&rsquo;originalit&agrave; e la propriet&agrave; di ogni singola opera, dall&rsquo;altro lato &egrave; naturale chiedersi se sia stato giusto impedire, attraverso delle leggi, lo sfruttamento e l&rsquo;utilizzo di qualunque scritto, immagine o video pubblicato sul web.<br /><br />Perch&eacute; aver creato il pi&ugrave; importante strumento di comunicazione e di condivisione, se non possiamo condividere liberamente cultura, idee, arte, musica? <span style="font-weight: bold;">Che cos&rsquo;&egrave; una cultura condivisa se non possiamo condividerla? </span>Internet e altre nuove tecnologie hanno permesso a ognuno di esprimere la propria creativit&agrave;, confrontarsi con gli altri e sviluppare nuove idee partendo da quelle preesistenti, diventando sempre di pi&ugrave; uno strumento moderno per la libera espressione e l&rsquo;innovazione.<br /><br />Con l&rsquo;intento di ovviare a questo dilemma nel 2001 nasce <a href="http://www.creativecommons.org">Creative Commons</a>. Organizzazione no profit, Creative Commons &egrave; stata creata con l&rsquo;ambizione di &ldquo;salvare il mondo&rdquo; dall&rsquo;impossibilit&agrave; di condividere idee e creazioni, rendendo possibile il ricorso creativo a opere d&rsquo;ingegno altrui nel pieno rispetto delle leggi esistenti. Creative Commons &egrave; uno &ldquo;spazio libero&rdquo; nel quale il creatore di un&rsquo;opera pu&ograve; decidere il destino del proprio lavoro, lasciando ad altri la possibilit&agrave; di utilizzarlo liberamente.<br /><br />Posso riprodurre un lavoro? Posso copiarlo? Posso utilizzare una fotografia? Posso creare una nuova versione di essa? Creative Commons fornisce degli strumenti (licenze) che permettono a tutti coloro che producono un lavoro di fare una scelta sul copyright. Ogni licenza dice: &ldquo;Devi attribuirmi il lavoro; dammi credito per quello che ho fatto&rdquo;. Le scelte essenziali sono: Posso usare il tuo lavoro a scopo economico? Posso produrre lavori derivati, traduzioni o adattamenti? E se utilizzo il tuo lavoro, devo usare la stessa licenza da te imposta? Tali licenze elaborate ad hoc cercano di preservare l&rsquo;identit&agrave; dell&rsquo;autore originale pur lasciando la libert&agrave; ad altri di condividere, utilizzare e modificare il proprio lavoro. Creative Commons non &egrave; solamente un&rsquo;alternativa alle regole imposte sul copyright, ma anche uno <span style="font-weight: bold;">strumento fondamentale per il futuro della comunicazione globale e dello scambio culturale</span>, in grado di proteggere uno spazio vitale a disposizione di creativit&agrave;, conoscenza e libert&agrave; d&rsquo;espressione.<br /><br />Per ulteriori dettagli visitare il sito: http://www.creativecommons.org<br /><br /><span style="font-style: italic;">Foto di Jeffrey Collingwood</span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.progetto-rena.it/dblog/articolo.asp?articolo=130]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.progetto-rena.it/dblog/articolo.asp?articolo=130</guid>
	<dc:date>2010-04-28T11:56:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fabio Oliva</dc:creator>
</item>
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