RENA per un Paese a regola d'ARTE http://www.progetto-rena.it Wed, 22 May 2013 07:21:00 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.5.1 Il futuro è scambio. (In)formiamoci secondo una giovane partecipante http://www.progetto-rena.it/2013/05/il-futuro-e-scambio-il-racconto-di-informiamoci-secondo-una-giovane-partecipante/ http://www.progetto-rena.it/2013/05/il-futuro-e-scambio-il-racconto-di-informiamoci-secondo-una-giovane-partecipante/#comments Fri, 17 May 2013 08:48:09 +0000 Redazione http://www.progetto-rena.it/?p=14954 DSC_1009Lo scorso 4 maggio Rena è andata nelle scuole superiori della Lombardia per incontrare gli studenti, con il suo progetto (In)formiamoci.  Una mattinata di incontro tra i membri dell’associazione e i veri giovani di oggi, con giochi, storie, esperienze da condividere. Emozioni e sorrisi.

Ecco quello che ci ha scritto Amanda Poma, studentessa dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Olivelli” di Darfo Boario Terme (Brescia):

“l’incontro con l’associazione RENA nella mia scuola mi ha molto interessata in quanto mi ha dato la possibilità di venire a conoscenza di realtà non ancora a me note. molti dei lavori da voi praticati sono stati un’assoluta novità per me, sinceramente non ne avevo mai sentito parlare.

dopo quest’incontro ho deciso di rimanere in contatto con davide rubini in quanto gli aneddoti da lui raccontati verso il termine del nostro incontro mi hanno affascinata notevolmente.

il mio sogno è sempre stato quello di viaggiare, per vari motivi: conoscere nuove culture e nuove realtà, diversi stili di vita, di pensare, i diversi usi e costumi esistenti.inoltre, studiando un indirizzo linguistico, penso che viaggiare potrebbe essere un ottimo stimolo per imparare cose nuove, ogni giorno.

la cosa che mi ha sempre frenato, tra i vari motivi, è stata la convinzione che viaggiare implicasse dover spendere un capitale ogni volta, ma grazie a lui mi si sono aperti nuovi orizzonti, non sapevo dell’esistenza di questo tipo di esperienze!

come detto da lui stesso, come credo che la formazione scolastica sia importante,ma, allo stesso tempo, credo che esperienze di questo tipo siano quelle che maggiormente permettano la crescita personale di ogni singolo individuo, e grazie alla strada che si è appena presentata dinnanzi a me, ora vedo la possibilità di raggiungere questo arricchimento personale, il mio sogno nel cassetto di sempre!=)

Grazie Amanda, e buona fortuna!

(In)formiamoci può essere svolto in tutti le classi quinte degli istituti superiori italiani che presentino i requisiti minimi.

Maggiori informazioni qui: http://www.progetto-rena.it/informiamoci/

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Verbale AG8 + allegati http://www.progetto-rena.it/2013/05/verbale-ag8-allegati/ http://www.progetto-rena.it/2013/05/verbale-ag8-allegati/#comments Wed, 15 May 2013 22:05:41 +0000 Davide Agazzi http://www.progetto-rena.it/?p=14962 AG8 verbale_final

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Amici di RENA: un nuovo modo per stare insieme http://www.progetto-rena.it/2013/05/amici-di-rena-un-nuovo-modo-per-stare-insieme/ http://www.progetto-rena.it/2013/05/amici-di-rena-un-nuovo-modo-per-stare-insieme/#comments Wed, 08 May 2013 15:37:13 +0000 Mariella Stella http://www.progetto-rena.it/?p=14949 amico di renaNel corso dell’evento di Milano “La Notte dei Pionieri” dello scorso 3 maggio, RENA ha lanciato la campagna dedicata agli AMICI di RENA.

Negli ultimi anni l’Associazione è cresciuta moltissimo, non solo in termini di soci e visibilità ma anche dal punto di vista del “movimento” che è riuscita a sviluppare attorno a sé. Essere socio di RENA è entusiasmante, un’esperienza importante di partecipazione attiva alla vita del Paese e alla fatticrazia di cui ci facciamo promotori, ma richiede anche tempo e impegno concreto.

Lungo il cammino abbiamo incrociato spesso la strada di molte altre realtà di singoli cittadini, associazioni e organizzazioni — animate dagli stessi valori e con tanta voglia di supportare il nostro entusiasmo e i nostri progetti, anche se a distanza. E’ nata così la campagna AMICI di RENA.

RENA non è una pagina Facebook, e nemmeno un sito internet: è una comunità reale di cittadini. Insieme lavoriamo ogni giorno per rendere l’Italia un Paese aperto, responsabile, trasparente, equilibrato. E lo facciamo da volontari, con generosità ed entusiasmo. Tutto ciò che realizziamo è sostenuto dalle energie dei nostri soci e dalle persone, aziende, amministrazioni e organizzazioni che credono in noi e ci finanziano e abbiamo pensato che, in questo modo, tante persone come noi avrebbero potuto essere parte del cambiamento che RENA sta portando nel Paese.

Diventare AMICI di RENA è il modo più facile e veloce per sostenere l’associazione . Costa 15 Euro all’anno e permette di:

  • ricevere le nostre newsletter ed essere informati ed invitati a tutte le nostre attività pubbliche;
  • avere visibilità sul nostro portale web
  • partecipare, laddove possibile e laddove richiesto, ai nostri progetti e alle nostre iniziative.

Essere AMICI di RENA significa, soprattutto, continuare a produrre insieme il cambiamento del Paese.

Un grande benvenuto, dunque, agli AMICI di RENA che si sono iscritti venerdì scorso, a Milano, durante la “Notte dei Pionieri”: Giuditta, Silvia, Raffaella, Andrea, Michele, Sebastiano, Chiara, Giuseppe, Annamaria, Mariagrazia!!! Grazie!

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Pionieri su La Stampa: “Rena: A Milano i vincitori della Notte dei Pionieri” di Anna Masera http://www.progetto-rena.it/2013/05/pionieri-su-la-stampa-rena-a-milano-i-vincitori-della-notte-dei-pionieri-di-anna-masera/ http://www.progetto-rena.it/2013/05/pionieri-su-la-stampa-rena-a-milano-i-vincitori-della-notte-dei-pionieri-di-anna-masera/#comments Mon, 06 May 2013 08:18:08 +0000 Redazione http://www.progetto-rena.it/?p=14912 Domenica 5 maggio La Stampa – media partner di RENA – ha pubblicato un articolo sulla Notte dei Pionieri., vista con gli occhi di Anna Masera. Siamo molto felici di condividere con voi questa narrazione, dedicata a tutte le organizzazioni che producono cambiamento in Italia. Buona lettura!

pionieri masera

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L’idea di futuro parte da qui: i #pionieri vincitori http://www.progetto-rena.it/2013/05/lidea-di-futuro-parte-da-qui-i-pionieri-vincitori/ http://www.progetto-rena.it/2013/05/lidea-di-futuro-parte-da-qui-i-pionieri-vincitori/#comments Sat, 04 May 2013 14:26:14 +0000 Redazione http://www.progetto-rena.it/?p=14907 FB-VINCITORI

400 persone nella Sala D’Onore della Triennale di Milano per la serata di premiazione dei 10 vincitori del concorso di RENA “A caccia di Pionieri”. Un’altra Italia è possibile, un’altra Italia c’è già e parte dalle storie di questi Pionieri.

Eccoli i vincitori! (in ordine di presentazione)

Sostenibile.com, la piattaforma di marketplace che premia commercianti e cittadini dai comportamenti sostenibili;

Trento Rise, struttura pubblica di ricerca e innovazione che promuove un fantastico programma per accelerare le persone Tech Peaks;

Wwworkers la più grande community italiana dei lavoratori della rete;

Diritto di sapere, il progetto per rendere trasparente il palazzo della Pubblica Amministrazione;

Quid, 9 giovani under 30 che promuovono un progetto di fashion fair trade a km zero;

Addio Pizzo Travel, che promuove viaggi in Sicilia presso le strutture “pizzo free” rendendo la legalità “contagiosa”;

Skillbros la piattaforma per condividere, scambiare e trovare competenze;

Farm Cultural Park, il centro culturale e turistico diffuso di Favara;

ExFadda per strappare il patrimonio pubblico alla speculazione edilizia e renderlo patrimonio comune grazie all’arte e alla creatività;

Pagella Politica, il progetto di fact-checking per scoprire la verità nelle dichiarazioni dei nostri politici.

Le storie sono state scritte dai nostri 10 narratori d’eccezione: Luca De Biase, Federico Taddia, Luca Manzi, Alessandro Rimassa, Francesca Masoero, Luciana Delle Donne, Paolo Colombo e Chiara Continisio, Claudia Vago, Jacopo Tondelli e Ivana Pais.

Presenti anche i partner di progetto: ActionAid, CNA Giovani, The Hub, oltre ai rappresentanti del Comune di Milano, con la testimonianza scritta del Sindaco Pisapia, e la Fondazione Cariplo.

Una serata eccezionale, una serata importante: raccontare il cambiamento lo rende inevitabile.

Per chi  non c’era, qui lo Storify di tutta la serata: http://storify.com/ProgettoRENA/la-notte-dei-pionieri-del-3-maggio

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La Notte dei Pionieri – Intervento di Francesco Luccisano, Presidente di RENA http://www.progetto-rena.it/2013/05/pionieri-intervento-di-francesco-luccisano-presidente-di-rena/ http://www.progetto-rena.it/2013/05/pionieri-intervento-di-francesco-luccisano-presidente-di-rena/#comments Sat, 04 May 2013 10:29:22 +0000 Francesco Luccisano http://www.progetto-rena.it/?p=14898 CopertinaImmaginate una domenica pomeriggio qualsiasi. Una domenica senza neanche il campionato di serie A, con al massimo il ronzio del gran premio di formula uno in televisione.

E immaginatevi nell’unico posto dove si possa stare una domenica pomeriggio come questa: sul divano. Sdraiati sul divano.

Immaginate quel senso di annichilimento della volontà, quell’accidia invincibile, quell’incapacità di alzarsi anche se è proprio evidente che dovreste alzarvi. Anche se la finestra è aperta e piove dentro. Anche se la spazzatura è piena e le formiche stanno banchettando sul pavimento. Anche se il bucato è da fare, la lavatrice è rotta, la doccia è guasta. Anche se ci sarebbero un sacco di cose bellissime da fare piuttosto che rimanere immobili.

L’abbiamo provato tutti – vero? – questo senso di abbandono. È normale, è comune, ma è odioso.

Perché succede? Non lo sappiamo con certezza. Ma secondo alcuni studiosi il motivo per cui non ci alziamo dal divano e non ci mettiamo a fare quello che dovremmo fare sta nel fatto che non riusciamo a visualizzare con chiarezza il nostro “io futuro”.

Che significa? Significa che, mentre sono sdraiato sul divano, il mio problema è che riesco con chiarezza a visualizzare il mio “io presente”, il mio io pigro e assonnato, che non vede motivo per alzarsi.

Ma quello che non riesco a visualizzare è il mio “io futuro”, quello felice, pulito e soddisfatto per  aver sistemato la spazzatura, fatto il bucato, lavato i piatti. Quello pronto ad uscire per una grande serata. Se fossi in grado di visualizzare questo “io futuro” con chiarezza, non starei un minuto di più sul divano.

Insomma, la pigrizia e l’ignavia ci opprimono proprio perché non siamo capaci di visualizzare nella nostra mente il vantaggio del cambiamento, e ne vediamo invece solo i costi: “se mi alzo mi stanco”, “i piatti da lavare sono troppi”, “in fondo non si sta tanto male tra le formiche…”.

Perché vi ho raccontato questa storia di ordinaria pigrizia? Perché quando si parla di immobilismo e di incapacità di visualizzare il futuro… si parla anche del nostro Paese.

Che l’Italia sia un Paese fermo, opaco, chiuso, lo sentiamo dire da tempo. E a ragione. Ma forse non ci siamo interrogati abbastanza sull’altro aspetto: e cioè sulla nebbia che abbiamo davanti agli occhi quando cerchiamo di visualizzare il nostro futuro insieme, come Paese.

Che lavoro faremo? E come lavoreremo insieme? Che scuola faranno i nostri figli? Chi pagherà il nostro welfare? Cosa produrranno le nostre aziende? Di che colore sarà la pelle dei nostri vicini di casa? Cosa ci unirà come cittadini?

È questo l’“io futuro” del Paese, che nessuno sembra saper visualizzare con chiarezza. E proprio perché non riusciamo a visualizzarlo, il cambiamento continua a sembrarci un’impresa impossibile. Una missione pericolosa.

Continuiamo a sovrastimare il costo del cambiamento. E preferiamo, così, rimanere sul nostro metaforico divano domenicale, fatto di decrescita triste e aziende che chiudono, di ignoranza ed assenza di opportunità, di opportunismo ed evasione fiscale, di baby pensionati e baby disoccupati.

Non sembra un divano tanto comodo, a descriverlo così. Eppure l’immobilismo del nostro Paese ha tantissimi fan. Milioni e milioni di fan da divano.

La maggioranza del Paese, direi, che per incapacità di sognare un futuro differente si accontenta di una piccola o grande rendita di posizione. E per qualche piccolo vantaggio a breve termine baratta la propria etica di cittadino. E il futuro dei suoi figli.

Sono gli stessi che si accontentano di non chiedere lo scontrino per risparmiare 3 euro, o di non cambiare la legge elettorale per non spaccare il partito. Insomma, siamo tutti azionisti di minoranza del declino dell’Italia, come RENA purtroppo dice da anni. E allora? Cosa c’entrano i Pionieri con tutto questo?

C’entrano, eccome se c’entrano. I Pionieri sono la risposta a tutto questo.

Perché RENA se l’è posta la domanda: “qual è l’Io Futuro del nostro Paese?”. E ha cercato un modo per visualizzarlo.

Avevamo due modi per farlo, per visualizzare un futuro possibile per il nostro Paese: copiarne uno  dall’estero – “dobbiamo essere come la Danimarca, o come gli Stati Uniti, o come Cuba” – o cercarlo, questo futuro, nei nostri territori, nelle nostre città, tra gli italiani.

Abbiamo pensato a entrambe le soluzioni, ma poi ci siamo accorti che amiamo troppo l’Italia, e crediamo troppo nelle sue potenzialità per accontentarci di un sogno di seconda mano.

E allora abbiamo deciso di iniziare a cercare, con pazienza, le prove della mutazione. Le evidenze che il cambiamento, in Italia, sta già succedendo. Abbiamo cercato i pezzi di “io futuro” già in circolazione. E li abbiamo chiamati Pionieri.

A Firenze, solo qualche mese fa, abbiamo lanciato la nostra chiamata. Non sapevamo quanti avrebbero risposto. Ma sapevamo come sarebbero stati questi Pionieri: non singoli individui, perché da soli non si va da nessuna parte. Ma realtà giovani e innovative, aperte e responsabili, in grado di connettersi tra loro. Visionarie, ma capaci di avere un impatto reale nel proprio mondo, nei propri settori, nei loro territori.

Per farle emergere abbiamo girato l’Italia e non solo: siamo stati a Bari, a Napoli e a Torino. A Bologna e a Parigi. A Pisa, Firenze, Milano. A Roma e a Palermo. Abbiamo parlato a migliaia di persone, per spiegate cosa fossero per noi i Pionieri. Abbiamo alzato al massimo la posta della nostra scommessa.

E quella scommessa l’abbiamo vinta: 120 organizzazioni hanno risposto alla nostra chiamata: 120 aziende, associazioni, movimenti, pubbliche amministrazioni. Abbiamo scoperto che da Nord a Sud, dalle grandi città ai piccoli centri, l’Italia è piena di Pionieri. Basta guardare a loro con attenzione,  per vedere in loro, in voi che siete qui stasera, il nostro “io futuro”. Il modo in cui lavoreremo, studieremo, cresceremo, staremo insieme come cittadini nel futuro. Basta credere che le storie dei Pionieri siano il primo capitolo della nostra storia collettiva.

È per questo che stasera abbiamo scelto proprio il mezzo della narrazione. Abbiamo scelto i 10 Pionieri che consideravamo più rappresentativi e abbiamo chiesto a dei professionisti ed amici di raccontarne la storia.

Perché siamo convinti che raccontando il cambiamento lo renderemo inevitabile. E che se queste storie circoleranno, voi Pionieri vi sentirete meno soli, e scoprirete al vostro fianco tanti nuovi Pionieri con cui camminare insieme. E aiuterete chi non ha speranza ad alzarsi dal divano. Siamo solo all’inizio: stasera in questa sala siamo 300. Dobbiamo diventare 3 milioni di Pionieri.

Ci vorrà tempo, fatica e passione. La stessa che ciascuno ha messo nelle proprie imprese, nelle proprio associazioni, nei propri movimenti. Ci vorrà tempo, ma ormai il cambiamento è iniziato. E ha i nostri occhi, la nostra bocca, le nostre mani. Spetta a noi coltivarlo, spetta a noi renderlo vivo, spetta a noi dargli movimento. A partire da oggi.

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Intervento di Francesco Luccisano  durante “La Notte dei Pionieri”, cerimonia di premiazione del concorso “A caccia di Pionieri”, venerdì 3 maggio 2013, La Triennale di Milano.

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I narratori dei Pionieri: Jacopo Tondelli http://www.progetto-rena.it/2013/05/i-narratori-dei-pionieri-jacopo-tondelli/ http://www.progetto-rena.it/2013/05/i-narratori-dei-pionieri-jacopo-tondelli/#comments Thu, 02 May 2013 21:24:24 +0000 Giulia Sateriale http://www.progetto-rena.it/?p=14882 COVER-TONDELLI-QChi é e di cosa si occupa? 

Faccio il giornalista, mi occupo di politica ed economia, dopo aver lavorato al riformista e al corriere della sera ho cofondato Linkiesta.it, che ho diretto dalla nascita fino al febbraio 2013

Che cosa l’ha appassionata del progetto Pionieri?

Mi appassiona sempre che in questo paese ci sia chi non si arrende e vuole incentivare, concretamente, il coraggio e il rischio di fare cose nuove

Che cosa significa per lei esseri Pionieri oggi?

Significa cercare le frontiere inesplorate e innovative ogni giorno, nel nostro quotidiano. In Italia, strano e triste, le frontiere sono spesso quelle della legalità, della correttezza, del rischio generoso che bisogna correre. Ma forse la frontiera più importante è quella dell’anticonformismo: non a tutti i costi, ovviamente, ma come limite da varcare per non cadere nella trappola dell’omologazoone

Quali pensa siano i limiti che incontrano oggi i Pionieri nel nostro paese e come è possibile superarli?

I pionieri hanno molti nemici, nelle istituzioni occupate da spiriti conservatori e da un ceto che spesso tramanda a se stesso le chiavi di ingresso. Poi nelle leggi, nelle burocrazia, negli oligopoli. Ma il nemico più grande dei pionieri e là lamentela autoconsolatoria, che permette di arrendersi troppo presto.

Di quale pioniere ha narrato la storia?

Pagella Politica

Che cosa l’ha colpita di più del progetto e come esso contribuisce allo sviluppo delle comunità locali/qualità della democrazia/formazione e talento?

Mi ha colpito molto che, proprio osservando la palude della politica italiana, dei giovani cercassero di informare e comunicare in modo indipendente e innovativo. Cioè, di guardare al massimo simbolo della conservazione casuale con occhio libero e laico. Anzi, dovremmo dire, con occhio amante della democrazia!

Jacopo Tondelli non sarà presente a “La notte dei Pionieri” , la cerimonia di premiazione del concorso “A caccia di Pionieri”, venerdi’ 3 maggio presso la Triennale di Milano. Il suo racconto sarà letto da un arenauta.

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I narratori dei Pionieri: Luciana Delle Donne http://www.progetto-rena.it/2013/05/i-narratori-dei-pionieri-luciana-delle-donne/ http://www.progetto-rena.it/2013/05/i-narratori-dei-pionieri-luciana-delle-donne/#comments Thu, 02 May 2013 20:44:03 +0000 Giulia Sateriale http://www.progetto-rena.it/?p=14879 COVER-DELLE DONNE-QChi è e di cosa si occupa? 

Luciana Delle Donne: Attualmente  mi occupo di innovazione ed inclusione sociale:  Founder e Ceo di “Made in Carcere” e  “2ndChance”. Sono alla mia seconda vita. E mi preparo alla terza.

In pratica, dopo aver dopo aver maturato una pluriennale esperienza nel settore bancario in qualità di Top Manager, quale ideatrice, creatrice ed organizzatrice del primo modello di Banca telematica multicanale in Italia (Banca 121) e poi nella costruzione di piattaforme di Knowledge Managent come strumenti di lavoro per “Customers and Employees”, per oltre 20 anni, occupandomi quindi di innovazione tecnologica, ho deciso, di dedicarmi all’innovazione sociale e allo sviluppo sociale ed ho lanciato progetti legati all’ambiente e al disagio sociale, attinenti i minori a rischio di devianza, le donne vittime di tratta. . Però le detenute sono le “privilegiate”, poiché cerco di dare un contributo costruttivo in ambienti  spesso dimenticati.

Il mio desiderio è dimostrare che si può contribuire al ben-essere comune. Sul web, su  uno dei ns siti (http://www.madeincarcere.it/) c’è una lavatrice che simbolicamente centrifuga panni scuri, grigi,  e  poi li “lancia” fuori  colorati, con la gioia di vivere.  Questa è un po’ la nostra mission. Restituire diginità e speranza. Spesso parlo di “ ricostruire la “cassetta degli attrezzi”, ed è necessario fornire gli “strumenti” utili per superare crisi e debolezze.

Noi ci proviamo!

Che cosa l’ha appassionata del progetto Pionieri?

Che esistono realtà in movimento per generare benessere diffuso. Non siamo soli…. ed è bello contaminarsi …

Mi appassiona l’idea che oggi, con i “Pionieri” è possibile far diventare “cool” la “buona azione”…  No, non  siamo soli!!

Che cosa significa per lei esseri Pionieri oggi?

Tornare alle regole di buon senso con i più lucidi e innovativi strumenti di contaminazione.

Il pioniere prima è sognatore e poi instancabile portatore d’acqua…
Si, anche noi ci sentiamo pionieri!!

Quali pensa siano i limiti che incontrano oggi i Pionieri nel nostro paese e come è possibile superarli?

Io non conosco limiti. È possibile superare qualsiasi criticità cercando di leggerla al contrario. Almeno è d’obbligo provarci. Io cerco sempre di trasformare  le debolezze in punti di forza.  Fa cambiare l’approccio alla vita! E’ un esercizio fantastico. Come in una “palestra”.

La palestra della vita, che pian piano ci aiuta a superare le difficoltà, ci abitua alla necessità del cambiamento, elimina le sovrastrutture e va dritto al cuore delle cose! Non è assolutamente semplice. Ma il pioniere è colui che appena si sveglia ed apre gli occhi comincia a sognare.

Di quale pioniere ha narrato la storia?

Progetto QUID

Che cosa l’ha colpita di più del progetto che le è stato assegnato e come esso contribuisce allo sviluppo delle comunità locali/qualità della democrazia/formazione e talento?

Il progetto ha in se ancora una volta il buon senso. L’innovazione infatti spesso coincide con approcci di semplice e sano buon senso. Il progetto oltre a liberare magazzini da rimanenze ingombranti usa delle leve motivazionali intangibili, quale, ad esempio, quella di eliminare le sovrastrutture della moda che impongono linee sempre nuove che portano alla distruzione delle precedenti collezioni oltre a quella di dare un’opportunità a quelle persone dimenticate, ai margini della società produttiva. E questo, secondo me, è un passaggio importantissimo.

Inoltre, usare prodotti in disuso da offrire per un “remake”  a giovani stilisti  e/o emergenti sartine, è facilitato da un contesto in forte espansione quale la “tendenza” del Vintage.

Interessante per lo sviluppo del territorio locale innescare meccanismi o tradizioni che recuperino la convivialità tra gli abitanti della zona.  Ad esempio,  la cultura dell’abito che passa da figlio in figlio. o dal grande al piccolo.

Certamente la crisi impone la formazione di una coscienza diversa, sia nei consumi che nell’attenzione all’ambiente. Diventando tutti più poveri comprendiamo meglio la tutela dell’ambiente e sicuramente nel tempo ci sarà una riconsiderazione del bene comune, E’ infatti molto evidente come,  nei momenti di crisi si cominci a fare attenzione ai consumi e quindi a tutte le iniziative finalizzate all’inclusione sociale e all’impatto ambientale.

Ed il progetto che presento risponde  in pieno questa filosofia e a questo stile di vita.  La crisi impone buon senso ed è bellissimo usare e ri-usare quello che già si ha. Non occorre produrre altro, è possibile rigenerare ciò che già c’è”! Questo è il grande valore aggiunto del progetto, smuovere le coscienze attraverso emozioni apparentemente intangibili.

Luciana Delle Donne sarà presente a “La notte dei Pionieri” , la cerimonia di premiazione del concorso “A caccia di Pionieri”, venerdi’ 3 maggio presso la Triennale di Milano.

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I narratori dei Pionieri: Francesca Masoero http://www.progetto-rena.it/2013/05/i-narratori-dei-pionieri-francesca-masoero/ http://www.progetto-rena.it/2013/05/i-narratori-dei-pionieri-francesca-masoero/#comments Thu, 02 May 2013 09:44:39 +0000 Giulia Sateriale http://www.progetto-rena.it/?p=14867 COVER-MASOERO-QChi é e di cosa si occupa?

Francesca Masoero è una storyteller. Collabora come consulente creativa con aziende, fondazioni e agenzie in Italia e negli USA, ha un Ph.D. in cinema e marketing conseguito tra Bologna e New York e insegna cinema, marketing e comunicazione 2.0 all’Università di Bologna. Ha appena scritto un libro che parla di product placement, cinema, adolescenti e web (Product placement, teenpic e adolescenti 2.0 – Kaplan) e a fine 2011 ha co-fondato con Elisa Cecilli STREAM! (www.thestreamagazine.com), il primo magazine italiano di digital lifestyle e vita liquida. Non potrebbe vivere in un mondo senza rock’n’roll e senza insalata.

Che cosa l’ha appassionata del progetto Pionieri?

L’innovazione e la volontà di crescita in Italia esistono e sono forti e chiare. Basta solo scovarle e portarle alla luce, rendendole note a tutti, proprio come ha deciso di fare RENA. Con Pionieri, RENA ha mappato e messo a sistema una rete trasversale di piccoli esempi di best practice che lavorano in modo apparentemente autonomo e diversificato (sia come tematiche che come prassi operative), in realtà però teso all’ottenimento del medesimo obiettivo: il bene comune del nostro paese.

Che cosa significa per lei esseri Pionieri oggi?

Rimboccarsi le maniche e lavorare per portare avanti idee e progetti, no matter what. senza scendere a compromessi. Non è semplice e non è automatico. Ma da tante soddisfazioni.

Vuole anche dire non aver paura di fallire né di cadere e anzi, capire che dagli sbagli si esce più forti e capaci. Avere una visione a lungo termine, capace di vedere non solo cosa funziona oggi, ma anche ciò che è bene domani. Capire che condividere, fare rete, lavorare insieme è una conditio sine qua non per non solo lavorare meglio, ma anche tentare di cambiare le cose. E poi, molto semplicemente, vuol dire essere capaci di ritrovare, promuovere e mettere in pratica un concetto che dovrebbe essere basilare per tutti: il senso civico.

Quali pensa siano i limiti che incontrano oggi i Pionieri nel nostro paese e come è possibile superarli?

L’Italia non è certo un paese facile: ci sono criticità oggettive, di procedura, di fattibilità, a volte di contesto. Credo però che spesso, i limiti siano non solo attorno a noi, ma anche negli individui e nelle loro costrizioni mentali. Paura, pigrizia, frustrazione sono a volte nemici peggiori della burocrazia e della crisi economica.

Precarietà e flessibilità vanno “surfate”, ribaltate, giocate a proprio favore. Non accettate come macigni che ci costringono e basta. Le difficoltà possono essere motori per l’ingegno e la creatività. In fondo poi, come cantava De André, dai diamanti non nasce niente, è dal letame che nascono i fiori.

Di quale pioniere ha narrato la storia?

Skillbros.

Che cosa l’ha colpita di più del progetto e come esso contribuisce allo sviluppo delle comunità locali/qualità della democrazia/formazione e talento?

Oggi, andare a scuola, fare master e dottorati non basta più. Bisogna allevare la curiosità, a 360°. Occorre sapersi interessare a argomenti nuovi e disparati. E’ fondamentale riuscire a stare al passo coi tempi, capire contesti e nicchie di mercato, ampliare i propri orizzonti e le proprie conoscenze.

Francesca Masoero sarà presente a “La notte dei Pionieri” , la cerimonia di premiazione del concorso “A caccia di Pionieri”, venerdi’ 3 maggio presso la Triennale di Milano.

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(In)formiamoci si fa in… 5! http://www.progetto-rena.it/2013/05/informiamoci-si-fa-in-5/ http://www.progetto-rena.it/2013/05/informiamoci-si-fa-in-5/#comments Wed, 01 May 2013 20:59:15 +0000 Rosella Volpicelli http://www.progetto-rena.it/?p=14856 il-duomo-di-milano

Maggio. Esami di Stato alle porte. E studenti alle prese con un’angosciosa domanda: “Cosa fare dopo la maturità?”. Pensando a loro, RENA torna a organizzare una giornata di orientamento e mentoring motivazionale. E torna a farlo in grande, con cinque eventi che si svolgeranno in cinque diverse province della Lombardia e che coinvolgeranno oltre 100 studenti per ogni istituto.

(In)formamiamoci in Lombardia si svolgerà sabato 4 maggio 2013, in collaborazione con CNA Lombardia (Associazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) e con il patrocinio e il contributo di Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia.

I professionisti di RENA e di CNA  incontreremo le classi quarte e quinte di cinque scuole. A Milano faremo visita all’Istituto di Istruzione Superiore “G. Cardano , a Merate (Lecco) al Liceo Statale “M. G. Agnesi”, Gallarate (Varese) all’Istituto Statale Istruzione Superiore “A. Ponti”, a Como all’Istituto Tecnico Economico Statale “Caio Plinio Secondo”, a Darfo Boario Terme (Brescia) all’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Olivelli”.

L’obiettivo è quello di generare fiducia collettiva, infondere speranza e ispirare i più giovani a mettersi in gioco e perseguire i propri sogni con coraggio, specialmente in un momento delicato come quello delle scelte post-maturità, da prendere in un contesto economico e sociale incerto come quello attuale. I membri di RENA e CNA metteranno a disposizione storie personali e professionali attraverso un gioco di ruolo, che sarà l’occasione per condividere aneddoti, esperienze di vita ed errori.

(In)formiamoci si terrà in occasione dell’Assemblea Generale di Rena che si svolgerà a Milano il 4 e il 5 Maggio. Ma non è tutto: la notte del venerdì 3 sarà anche la giornata conclusiva del concorso “A caccia di pionieri”, che si pone l’obiettivo di far emergere, mettere in rete e raccontare il cambiamento attraverso le storie di chi lo sta generando.

Alcuni Pionieri verranno con noi nelle scuole. Quale migliore occasione, infatti, per offrire ai ragazzi un bagaglio ancora più ricco di storie, spunti e ispirazioni?

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I narratori dei Pionieri: Luca Manzi http://www.progetto-rena.it/2013/04/i-narratori-dei-pionieri-luca-manzi/ http://www.progetto-rena.it/2013/04/i-narratori-dei-pionieri-luca-manzi/#comments Tue, 30 Apr 2013 14:24:48 +0000 Francesca Battistoni http://www.progetto-rena.it/?p=14791 COVER-MANZI-QChi é e di cosa si occupa?

Luca Manzi é scrittore e sceneggiatore romano, autore del romanzo “Il destino è un tassista abusivo” (Rizzoli) e ideatore della serie TV “Boris”.

Che cosa l’ha appassionata del progetto Pionieri?

L’idea di valorizzare il meglio dell’Italia, chi di fronte alle difficoltà diventa più creativo invece che piangersi addosso

Che cosa significa per lei esseri Pionieri oggi?

Significa saper guardare dietro la collina, del pessimismo cosmico e ideologico che sta piallando questo paese, sapersi immaginare un mondo in cui la nostra idea è realizzabile e vincente; sapere che probabilmente quando saremo arrivati in cima alla collina il panorama sarà diverso da quello che ci eravamo immaginati, ma non smettere di salire per questo.

Significa credere nel proprio talento e nelle proprie idee con fede ottusa, integralista, irragionevole; significa non farsi convincere da nessuno a desistere; significa essere aperti ma sicuri di sè essere convinti che l’unico che può fermarti sei tu, che non ti fermerai mai per il solo fatto che un altro ti dice di fermarti. La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo. Ma lui non lo  sa.

Significa rubare e farsi rubare, non aver paura di condividere, togliersi dalla testa l’idea imbecille che il peggior capitalismo ci ha instillato che il successo venga dalla sopraffazione e non dalla condivisione; per questo RENA è importante.

Significa barare; sì barare. Non intendo violare la legge ma agire al limite e forzare le regole non scritte dellagire imprenditoriale.  viviamo in un mondo che è costruito per scoaraggiare l’innovazione, e quel mondo dobbiamo fotterlo; non siamo forti a sufficienza per affrontarlo di petto ed abbatterlo per ora, quindi dobbiamo fare una guerra non convenzionale, aggirare, eludere, ingannare un sistema che si è costituito per perpetrarsi in maniera dogmatica e cristallizata invece che evolversi. Il mondo in cui cerchiamo di entrare spesso si comporta come i proprietari dei casinò: se vinci a blackjack perchè sei bravo, non perchè bari, ti caccia. E allora che rimane da fare?

Significa fare cose che non c’entrano niente. Non farsi inghiottire dal nostro lavoro, dal nostro settore, dai nostri interessi, non scordare mai che dietro c’è iun mondo vasto e incredibile. Significa sapere che le idee più vincenti si trovano senza cercarle, si trovano nei posti in cui siamo capitati per caso. Perderci, buttare ogni tanto un po’ di tempo in mondi che non ci appartengono, finanche che non ci interessano significa  essere liberi da quello che facciamo, e quindi poterlo amare di più, e fare meglio; significa non prenderci troppo sul serio, farci coinvolgere dall’autoironia del mondo; Significa guardare la lista dei film, delle mostre, dei concerti un sabato pomeriggio ed andare a vederne uno a cui non saremmo MAI andati.

Significa ridere, ogni volta che ridiamo la rivoluzione è già iniziata.

Di quale pioniere ha narrato la storia?

AddioPizzo Travel

Luca Manzi  sarà presente a “La notte dei Pionieri” , la cerimonia di premiazione del concorso “A caccia di Pionieri”, venerdi’ 3 maggio presso la Triennale di Milano.

 

 

 

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I narratori dei Pionieri: Ivana Pais http://www.progetto-rena.it/2013/04/i-narratori-dei-pionieri-ivana-pais/ http://www.progetto-rena.it/2013/04/i-narratori-dei-pionieri-ivana-pais/#comments Tue, 30 Apr 2013 07:41:17 +0000 Francesca Battistoni http://www.progetto-rena.it/?p=14783 COVER-PAIS-QChi é e di cosa si occupa?

Ivana Pais, sono una sociologa economica ricercatrice della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica. Mi occupo di lavoro, reti sociali e comunità professionali online. Ho scritto La rete che lavora. Mestieri e professioni nell’era digitale, Egea e curo un blog http://laretechelavora.com

Che cosa l’ha appassionata del progetto Pionieri?

L’obiettivo: portare alla luce e mettere in rete le energie collettive disponibili nel nostro Paese. L’idea che la creazione di nuovi legami tra risorse già esistenti possa mettere in moto un processo di cambiamento.

E il metodo: la ricerca che si integra con l’azione, l’importanza della narrazione e della condivisione, l’interazione tra azione collettiva e connettiva.

 

Che cosa significa per lei esseri Pionieri oggi?

Vedere e creare legami. Formare nuove configurazioni a partire dai nodi esistenti. Rompere la tendenza alla chiusura in sfere sociali omogenee per creare contaminazione, interferenze, incontri tra persone, organizzazioni e realtà diverse.

Quali pensa siano i limiti che incontrano oggi i Pionieri nel nostro paese e come è possibile superarli?

Non ci sono, per definizione. Pioniere è chi sa muoversi lungo i confini. Se non riesce a superare i limiti, li aggira, per aprire nuove prospettive.

Di quale progetto ha narrato la storia?

Wwworkers

Che cosa l’ha colpita di più del progetto e come esso contribuisce allo sviluppo delle comunità locali/qualità della democrazia/formazione e talento?

Il progetto ha dato un nome a una nuova categoria di lavoratori, ne ha raccontato le storie e ha fatto in modo che si legassero tra loro, per generare nuove esperienze e narrazioni condivise. Contribuisce allo sviluppo delle comunità locali perché valorizza il radicamento locale dei professionisti, in un’ottica di rete con altri territori; alla qualità della democrazia perché da voce a una categoria di lavoratori finora esclusa dalle forme tradizionali di rappresentanza; alla formazione e al talento perché la comunità si costruisce attorno al riconoscimento di competenze specifiche.

Ivana Pais non sarà presente a “La notte dei Pionieri” , la cerimonia di premiazione del concorso “A caccia di Pionieri”, venerdi’ 3 maggio presso la Triennale di Milano e il suo racconto sarà letto da un narratore a sorpresa.

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I narratori dei Pionieri: Federico Taddia http://www.progetto-rena.it/2013/04/i-narratori-dei-pionieri-federico-taddia/ http://www.progetto-rena.it/2013/04/i-narratori-dei-pionieri-federico-taddia/#comments Mon, 29 Apr 2013 08:37:49 +0000 Francesca Battistoni http://www.progetto-rena.it/?p=14778 COVER-TADDIA-QChi é e di cosa si occupa?

Federico Taddia è un giornalista, autore e conduttore radiotelevisivo.

Nel 2012 insieme a Margherita Hack ha scritto il libro “Nove vite come i gatti” (Rizzoli).

Insieme a Massimo Gramellini, tiene la rubrica “Fino alla fine del mondo… e un po’ oltre” su La Stampa.

Conduce il programma quotidiano “Nautilus” su RaiScuola.

 

Che cosa l’ha appassionata del progetto Pionieri?

Mi è piaciuto il non piangersi addosso, lo sguardo costruttivo al presente e al futuro, il pescare dal passato l’orgoglio, il coraggio e la sana incoscienza razionale  di chi sceglie di mettersi in gioco riproponendoli in chiave contemporanea.

Che cosa significa per lei esseri Pionieri oggi?

Significa osare. Condividere. Avere delle visioni. Credere in se stesse e negli altri. Non farsi schiacciare da giudizi e pregiudizi. Connettere testa e pancia. Rompere gli schemi, proponendo nuovi schemi. Credere in se stessi, con la capacità di sapersi anche non prendere sul serio. Accettare l’errore come molla fare meglio e di più.

Quali pensa siano i limiti che incontrano oggi i Pionieri nel nostro paese e come è possibile superarli?

Limiti strutturali. Burocratici. E culturali. Idee, competenze ed eccellenze si scontrano con scenari paludati e che tendono al consolidamento di contesti pregressi. Manca la fiducia verso il “diverso” e il “non noto”: il nuovo è visto come un qualcosa che possa togliere all’esistente invece che rilanciare potenzialità innovative che hanno la forza di generare ricchezza, modernità e altre opportunità.

Quale progetto ha narrato?

Trento Rise

Che cosa l’ha colpita di più del progetto e come esso contribuisce allo sviluppo delle comunità locali/qualità della democrazia/formazione e talento?

E’ un ottimo esempio di perfetta connessione tra istituzioni finalizzata a mettere al centro il talento delle persone. Un mix di tecnologia e fantasia, fondi e competenze, vecchi saperi e innovazione all’avanguardia: una porta aperta  verso il futuro, un  fiore all’occhiello per l’Italia e l’Europa.

Federico Taddia reciterà il suo racconto durante de “La notte dei Pionieri” , la cerimonia di premiazione del concorso “A caccia di Pionieri”, venerdi’ 3 maggio presso la Triennale di Milano.

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I narratori dei Pionieri: Chiara Continisio http://www.progetto-rena.it/2013/04/i-narratori-dei-pionieri-chiara-continisio/ http://www.progetto-rena.it/2013/04/i-narratori-dei-pionieri-chiara-continisio/#comments Fri, 26 Apr 2013 07:53:28 +0000 Giulia Sateriale http://www.progetto-rena.it/?p=14772 COVER-CONTINISIO-Q

Chi é e di cosa si occupa?

Sono Chiara Continisio, ricercatrice e insegno Storia del pensiero politico e Teorie e istituzioni della cittadinanza all’Università Cattolica di Milano. Ho un vecchio amore per il teatro, che oggi pratico sotto forma di narrazione. “Storia e narrazione” è il progetto di cui mi occupo da anni e che ho fondato con Paolo Colombo.

Che cosa l’ha appassionata del progetto Pionieri?

Senz’altro il fatto che prenda sul serio l’innovazione e la creatività, da qualsiasi parte provenga; e che sia esterna ai soliti circuiti intellettuali. La comunicazione accattivante è un plus non secondario.

Che cosa significa per lei esseri Pionieri oggi?

A volte, solo avere il coraggio di guardare la realtà e individuare lo spazio del cambiamento a portata di mano. Immaginandone però il passo futuro, quello prossimo, quello che arriva ancora più lontano, anche se oggi sembra una cosa piccola piccola.

Quali pensa siano i limiti che incontrano oggi i Pionieri nel nostro paese e come è possibile superarli?

Tanti, ma se sapessi come superarli forse anche io avrei partecipato al progetti Pionieri! Ma a parte gli scherzi, il più grande è forse la sfiducia. Quella che la nostra società dimostra di avere nei confronti dei giovani, sottraendo risorse alla loro formazione, togliendo loro lo spazio per crescere, non prendendo sul serio le loro richieste; e quella che i giovani hanno imparato a nutrire verso il futuro. La sfiducia che molti di noi nutrono nella possibilità del cambiamento: la crisi di questi ultimi anni ha reso l’aria pesante, oltre che dimezzare o peggio le risorse anche materiali disponibili per l’innovazione; oggi pensare al domani rischia di ridursi a pensare ad arrivare alla fine del mese, il che è legittimo e doveroso, ma troppo poco.

Infine la conseguente sfiducia nella politica, che considero gravissima, anche se ne comprendo le motivazioni (o almeno alcune).

E aggiungerei anche la poca trasparenza e la disinformazione, di cui siamo responsabili tutti, e che in ultima istanza impediscono ai processi di innovazione di mettersi in moto, di crescere, di trovare risorse.

Che cosa l’ha colpita di più del progetto che le è stato assegnato e come esso contribuisce allo sviluppo delle comunità locali/qualità della democrazia/formazione e talento?

Che mette a fuoco una cosa semplice, sotto i nostri occhi, magari così vicina che non riusciamo a vederla bene, ma che invece è importante, e non solo per pochi addetti ai lavori.

Insegno storia del pensiero politico e da tempo mi interrogo, da studiosa e da docente, sulla qualità delle nostre democrazie. Quando vado in aula a parlare dei massimi sistemi della teoria politica e dei pensatori che ce li hanno lasciati in eredità, sento la difficoltà degli studenti a credere che tutto questo abbia a che fare con la vita vera: davanti allo spettacolo che la politica dà di se stessa, da diversi anni a questa parte, e alla crisi di sfiducia che le democrazie oggi si trovano a dover affrontare (non solo in Italia), gli studenti non capiscono a cosa servano i moniti di Benjamin Constant, Alexis de Tocqueville, John Stuarti Mill sul valore dell’informazione, dell’opinione, della libertà di espressione e circolazione del pensiero e delle idee per una sana ed efficiente democrazia. Il progetto del Pioniere che ci è stato affidato invece riporta al centro proprio questo, e ricorda che ciascuno può essere parte attiva del gioco democratico in ogni momento.

 

Chiara Continisio sarà sul palco insieme a Paolo Colombo a recitare il loro racconto scritto a 4 mani durante “La notte dei Pionieri” , la cerimonia di premiazione del concorso “A caccia di Pionieri”, venerdi’ 3 maggio presso la Triennale di Milano.

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I narratori dei Pionieri: Paolo Colombo http://www.progetto-rena.it/2013/04/i-narratori-dei-pionieri-paolo-colombo-e-chiara-contisio/ http://www.progetto-rena.it/2013/04/i-narratori-dei-pionieri-paolo-colombo-e-chiara-contisio/#comments Tue, 23 Apr 2013 20:21:51 +0000 Giulia Sateriale http://www.progetto-rena.it/?p=14765 COVER-COLOMBO-Q

Chi é e di cosa si occupa?

Paolo Colombo é professore ordinario di “Storia delle istituzioni politiche” presso la Facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell’Università Cattolica di Milano, dove insegna anche “Storia contemporanea”.

Da anni sperimenta modalità narrative di trasmissione del sapere storico. “Storia e narrazione” è non a caso un progetto di cui si occupa e che ha fondato con Chiara Continisio. A tempo perso (ma non troppo), scrive romanzi per ragazzi.

Che cosa l’ha appassionata del progetto Pionieri?

Il fatto che cerchi di individuare risorse giovani e innovative di trasformazione della società in cui vivo.

Che cosa significa per lei esseri Pionieri oggi?

Sperimentare. Non fermarsi dove gli schemi consolidati ci suggerirebbero di adagiarci.

Quali pensa siano i limiti che incontrano oggi i Pionieri nel nostro paese e come è possibile superarli?

Penso che uno del limiti principali coincida esattamente con l’ambito del quale ci è stato chiesto di occuparci il 3 maggio: un ‘soggetto pubblico’ vischioso, resistente, opaco, sordo e miope. O, almeno, così percepito da chi prova a darsi da fare.

I progetti si nutrono di interlocutori interessati, se non addirittura affidabili: e interlocutori di questo tipo, oggi, sembrano quasi scomparsi.

Di quale progetto ha narrato la storia?

Diritto di Sapere

Che cosa l’ha colpita di più del progetto e come esso contribuisce allo sviluppo delle comunità locali/qualità della democrazia/formazione e talento?

Mi ha colpito l’impegno a rendere più accessibile il mondo dell’amministrazione, della politica e – in generale – dei soggetti istituzionali. Ancor più che il fattore per così dire ‘tecnico’ (la possibilità – quando non il diritto – di avere informazioni sulle logiche operative di quei soggetti) mi ha colpito la potenzialità innovativa in termini di costruzione dei comportamenti collettivi, della mentalità diffusa, dell’opinione pubblica. Se percepiamo le istituzioni come un luogo aperto e trasparente, possiamo cominciare a pensare che le istituzioni (soprattutto quelle politiche) sono casa nostra, sono il luogo dove abitiamo tutti i giorni e – conseguentemente – ci possiamo sentire impegnati a cambiare il nostro atteggiamento disfattista verso tutto ciò che è pubblico. 

 

Paolo Colombo sarà sul palco a recitare il suo racconto durante “La notte dei Pionieri” , la cerimonia di premiazione del concorso “A caccia di Pionieri”, venerdi’ 3 maggio presso la Triennale di Milano.

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La crisi e le opportunità per la democrazia http://www.progetto-rena.it/2013/04/la-crisi-e-le-opportunita-per-la-democrazia/ http://www.progetto-rena.it/2013/04/la-crisi-e-le-opportunita-per-la-democrazia/#comments Tue, 23 Apr 2013 08:49:33 +0000 Redazione http://www.progetto-rena.it/?p=14757 La-comunicazione-politica-540x225di Andrea Danielli

Per quanto la crisi stia mettendo a dura prova le istituzioni nazionali, attualmente sospese in un imbarazzante stallo, e in Europa stia alimentando un nuovo fronte populista, non tutte le sue conseguenze sono pericolose per la democrazia anzi, come cercherò di argomentare, dalla crisi si può uscire con un modello rinnovato e più efficace di partecipazione politica.

Seguo un semplice ragionamento: realtà economica e istituzioni politiche si influenzano reciprocamente, e, storicamente, le innovazioni nella prima si riflettono nella seconda e viceversa. Passando in rassegna alcuni esempi, l’agricoltura avrebbe spinto alla nascita di istituzioni via via più complesse, l’emergere di artigianato e commercio hanno reso l’aristocrazia inutile, il liberalismo è stato un motore della prima rivoluzione industriale, lo stalinismo, infine, ha portato a un’industrializzazione forzata di enorme entità.

Sostengo allora che, se l’uscita dalla crisi avviene (anche) attraverso lo sviluppo di un’economia collaborativa, è possibile ricavare conseguenze positive sulle istituzioni democratiche.

Prima osservazione: le avvisaglie dello sviluppo della “wikinomics” sono innumerevoli. Nell’informatica sono già a uno stadio avanzato, oltre a Wikipedia c’è Spinoza, oltre a Linux ci sono Udoo e Arduino.

Nella vita quotidiana, la collaborazione è una risposta intelligente ai problemi: penso ai coworking che spuntano come funghi per risparmiare sugli affitti, alle cooperative di consumo, al car pooling di BlaBlaCar che ti invita a lasciar perdere l’automobile. Il couchsurfing e AirBnb, infine, ti fanno viaggiare a poco prezzo. Come già analizzato a fondo da Filippo Lubrano su questo blog qualche giorno fa c’è un cambio di paradigma in atto.

La crisi della politica e delle istituzioni è precedente alla crisi economica, e deriva da una graduale disaffezione dei cittadini alla cosa pubblica. A mio avviso, il periodo di crescita economica durato fino agli anni ’90 ha contribuito fortemente a preparare la decadenza della democrazia, vediamo, seppur molto rapidamente, in che modo.

Il benessere ha apparentemente reso i legami sociali più deboli, perché non necessari. Il sogno di una casa di proprietà, coltivato fino ai mutui subprime, ha alimentato l’idea di autonomia completa dalla famiglia. La badante è subentrata alla famiglia allargata, i siti di incontro come Meetic rendono le serate socializzanti superflue. Novità tecnologiche hanno ridotto il contatto umano: i videogiochi riempiono la solitudine di milioni di adolescenti, la spesa si fa nei centri commerciali, moltissimi servizi sono ormai disintermediati mediante soluzioni on-line (viaggi, prenotazioni, gestione del conto corrente, shopping).

Milioni di persone provano l’alienazione di un lavoro che non amano, la routine della catena di montaggio si è solo trasferita davanti a uno schermo illuminato, e sfuggono dall’insoddisfazione attraverso i mezzi materiali di cui dispongono.

Due concetti sono utili per capire l’effetto del benessere: individualismo e edonismo.

L’origine dell’individualismo può forse risiedere nel consumismo, nell’idea di autosufficienza per cui i beni materiali possono soddisfare esigenze “spirituali” o, in una lettura più laica, gli oggetti possono sostituire le esperienze e le relazioni umane. I prodotti di consumo si cambiano e sostituiscono per soddisfare il proprio narcisismo, quante volte questa dinamica si riproduce con le persone?

L’edonismo è entrato sottilmente come sfruttamento del proprio tempo libero e, ancora oggi, si dimostra un forte fattore di conservazione sociale. Non importa se notizie allarmanti sulla crisi e la disoccupazione siano diventate routine, le sere del week end di una città come Milano si riempiono di giovani che hanno solo una gran voglia di divertirsi, nonostante tutto. E’ difficile rinunciare alle proprie abitudini, a diritti acquisiti, almeno fino a quando ci sono le risorse per alimentare il proprio stile di vita.

Alla luce di quanto argomentato, non è difficile immaginare che, per soddisfare l’esigenza di rappresentanza di questa società disgregata, sia stato a lungo sufficiente un partito-azienda, non strutturato sul territorio, retto da un leader carismatico e da una potente macchina mediatica. Un leader che ha promesso di mantenere questo livello di vita, se non di migliorarlo, e che ha favorito una non cultura dell’apparenza e dell’esibizione.

Poi, come un fulmine a ciel sereno, è arrivata la crisi e con lei il calo dei consumi. Individualismo ed edonismo non sono più strategie ottimali in un paese in cui le risorse cominciano a scarseggiare. Forse è più difficile conservarli quando ti accorgi che, intorno a te, la gente sta male: ci riscopriamo umani.

Ecco allora la formazione di gruppi di co-produzione, come sta avvenendo con il fenomeno dei makers, che rende la soddisfazione dei propri bisogni sottoposta all’aiuto di altre persone, in larga parte sconosciute, con cui si impara a collaborare e condividere conoscenza.

Ecco che per informarsi si risparmia su quotidiani e riviste, e si scoprono siti di qualità gestiti da volontari. Riparare casa costa, ma in Rete trovo sconosciuti di mezzo mondo che mi danno consigli su come imbiancare, attaccare un lavandino, sostituire il condizionatore.

Mi accorgo che intorno a me esistono milioni di altruisti che non ragionano unicamente attraverso la logica del denaro: non è un potente stimolo ad aver più fiducia nell’altro?

E’ naturale: collaborare spinge a conoscere meglio le persone, anche attraverso lo scontro che, inevitabilmente, è implicito in ogni organizzazione. Allargare il proprio circuito alla ricerca di aiuto significa aprire la propria visione del mondo, perché Internet è globale. Il viaggio in macchina con uno sconosciuto, o l’ospitalità su un divano, sono mezzi per entrare in altre vite e scoprire che, superficialità a parte, non sono così diverse dalla nostra.

Stiamo mettendo i semi per una nuova democrazia: appianiamo le distanze, creiamo fiducia e impariamo a collaborare; non serve più sfruttare l’apparenza e indottrinare, manifestazioni spontanee si stanno diffondendo dappertutto e, lo ha mostrato soprattutto Grillo, si riempiono nuovamente le piazze.

Speriamo che anche i partiti diventino più permeabili e che sia possibile far emergere al loro interno nuove idee: la tecnologia dovrebbe rendere più facile la comunicazione tra iscritti, si tratti di Liquidfedback, di sondaggi con SurveyMonkey o dei vecchi forum.

E’ solo un sogno? Eppure, nemmeno la trasformazione del consumatore in prosumer era prevedibile negli anni di No Logo.

Non è possibile che un fenomeno analogo renda l’elettore più consapevole? Perché si informa meglio, crea contenuti su cui si confronta, partecipa a sondaggi e discussioni in rete, con la stessa semplicità e naturalezza con cui lascia i commenti sui bed&breakfast, le recensioni dei libri, le chiavi di casa in mano a una persona che l’ha contattato via AirBnb.

Per concludere, credo che, se riscopriamo il valore dell’altro, saremo più capaci di prendere decisioni insieme a lui.

 

Andrea Daniellli, arenauta

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I narratori dei Pionieri: Claudia Vago http://www.progetto-rena.it/2013/04/i-narratori-dei-pionieri-claudia-vago/ http://www.progetto-rena.it/2013/04/i-narratori-dei-pionieri-claudia-vago/#comments Mon, 22 Apr 2013 11:17:25 +0000 Francesca Battistoni http://www.progetto-rena.it/?p=14746 COVER-VAGO-Q

Chi è e di cosa si occupa?  

Da quasi 6 anni mi aggiro per la Rete dove sono conosciuta con il nome di tigella. Sono una libera professionista e lavoro per diversi clienti. Per esempio, seguo parte di un progetto di Banca Etica, per tutto il 2011 ho seguito i principali avvenimenti mondiali attraverso quello che le persone testimoni degli eventi condividevano sui social network facendo quella che viene chiamata social media curation. Tra i vari eventi che ho seguito fin dall’inizio e per mesi c’è, per esempio, Occupy Wall Street che sono andata a vedere di persona a maggio 2012 grazie a un crowd funding in Rete. In questo sito potete vedete alcune delle cose che ho fatto in Rete negli ultimi 5 anni, dai pannolini lavabili alla social media curation.

Sito ufficiale: http://claudiavago.me/

Twitter: @tigella

 

Che cosa l’ha appassionata del progetto Pionieri?

Mi piace che si dia spazio e voce a chi cerca di creare e realizzare cambiamento.

Che cosa significa per lei esseri Pionieri oggi?

Avere il coraggio di esplorare strade che nessuno ha ancora avuto il coraggio di percorrere, usare gli strumenti che abbiamo a disposizione in modi “non previsti”, per farli diventare “altro”.

Quali pensa siano i limiti che incontrano oggi i Pionieri nel nostro paese e come è possibile superarli?

C’è una forte resistenza ai cambiamenti e alle novità, una difficoltà ad accettare di mettersi in gioco e chi si mette in gioco. Credo che serva un generale svecchiamento della classe dirigente (in generale, non solo politica).

Di quale progetto ha narrato la storia?

Ex Fadda

Che cosa l’ha colpita di più del progetto e come esso contribuisce allo sviluppo delle comunità locali/qualità della democrazia/formazione e talento?

Mi piace che sia un progetto molto radicale, nei temi e nei modi. Mi piace la coerenza con cui la forma del progetto si abbina alle finalità che gli ideatori si sono posti.

 

Claudia Vago sarà sul palco a recitare il suo racconto durante “La notte dei Pionieri” , la cerimonia di premiazione del concorso “A caccia di Pionieri”, venerdi’ 3 maggio presso la Triennale di Milano.

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I narratori dei Pionieri: Luca De Biase http://www.progetto-rena.it/2013/04/i-narratori-dei-pionieri-luca-de-biase/ http://www.progetto-rena.it/2013/04/i-narratori-dei-pionieri-luca-de-biase/#comments Thu, 18 Apr 2013 21:36:10 +0000 Giulia Sateriale http://www.progetto-rena.it/?p=14736 COVER-DE BIASE-QChi è e di cosa si occupa

Luca De Biase é un giornalista che si occupa di innovazione tecnologica e prospettive sociali ed economiche dei nuovi media ed ha scritto per diversi giornali: ItaliaOggi, Mondo Economico, Fortune Italia, Espansione, Panorama, The Industry Standard, Problemi dell’Informazione, Corriere della Sera, l’Espresso e La Stampa. È stato caporedattore dell’inserto del giovedì (Nòva 24) del quotidiano Il Sole 24 ore, dedicato ai temi della ricerca e dell’innovazione. Laureato in Economia all’Università Bocconi di Milano, si è formato come storico all’École des hautes études en sciences sociales di Parigi e ha condotto le prime ricerche all’Archivio di Stato di Venezia. Ha tenuto seminari di ricerca in Storia Economica e Sociale alla Bocconi. Ha collaborato per molti anni con l’OCSE di Parigi nell’ambito delle ricerche sulle politiche di sviluppo territoriale. Ha tenuto corsi di giornalismo e nuovi media all’Università di Padova e allo Iulm di Milano. Ha dato lezioni su democrazia e media sociali a Sciences Po, Parigi, nel Master of Public Affairs. Come giornalista

Che cosa l’ha appassionata del progetto Pionieri?

Il progetto ha il pregio di raccontare una storia di possibilità utilizzando tutti gli strumenti possibili, con fantasia.

Che cosa significa per lei esseri Pionieri oggi?

Andare a costruire un nuovo mondo oltre la frontiera tra il presente e il futuro

Quali pensa siano i limiti che incontrano oggi i Pionieri nel nostro paese e come è possibile superarli?

Ogni innovazione incontra una quantità straordinaria di ostacoli, a partire dal comportamento dei Muri di Gomma, costruiti da chi teme che il cambiamento metta in discussione i piccoli o grandi privilegi acquisiti.

Luca De Biase sarà presente a “La notte dei Pionieri” , la cerimonia di premiazione del concorso “A caccia di Pionieri”, venerdi’ 3 maggio presso la Triennale di Milano.

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Come si diventa pionieri? http://www.progetto-rena.it/2013/04/come-si-diventa-pionieri/ http://www.progetto-rena.it/2013/04/come-si-diventa-pionieri/#comments Wed, 17 Apr 2013 13:06:27 +0000 Redazione http://www.progetto-rena.it/?p=14727 lamp bulb tulipsIl discorso sul merito è un refrain recente che, in un paese privo di opinione pubblica, si fa fatica a gestire correttamente. Il rischio è che una parte politica se ne possa appropriare, che possa dipingerlo in maniera acritica e che si scateni, in parti politiche avverse, critiche immeritate, se mal comprese.

Vorrei provare a introdurre nuovi temi: educativi e culturali.

Il merito diventa a mio avviso un discorso socialmente ammissibile se rendiamo possibile a tutti di partecipare alla sfida dei talenti, se ci sono, cioè, le strutture per garantire una formazione di eccellenza. Altrimenti, come affermano da una parte politica identificabile tradizionalmente come “sinistra”, rischiamo solo di consolidare le elite dominanti. E’ proprio per rispondere a questa critica che ho deciso di scrivere questo pezzo, perché per salvare questo paese dalla crisi economica abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, e dell’ampia condivisione delle scelte, soprattutto se impopolari.

Quello che possiamo fare come “combattenti per il merito” è diffondere, in maniera trasparente, le ricette che abbiamo sperimentato per formarci. Ok gli appelli, ok le proposte di legge, ma perché non cominciamo ad aiutare chi vuole competere a migliorarsi da subito?

Mi sembra che sia uno dei messaggi di Pionieri: diffondiamo le storie di chi emerge e innova, anche nella ristrettezza di mezzi, impariamo dagli altri.

Nel mio pezzo vorrei andare a un livello più basso e più umano di Pionieri, mi piacerebbe provare a rivolgermi agli adolescenti di oggi che ambiscono a diventare i pionieri di domani. Lo faccio con uno stile franco, perché il rischio, non appena si incomincia a parlare di empowerment (così si chiama, tecnicamente) è di risultare retorici o, peggio, banali.

Lo faccio perché sono convinto che, prima di frequentare i migliori istituti superiori e le università più quotate, prima di spendere migliaia di euro in master all’estero, la materia su cui dobbiamo lavorare a fondo siamo noi stessi, e la nostra forza di volontà.

Lancio un primo elenco di consigli, che vorrei venisse ripreso e allargato dagli arenauti.

Primo: circondatevi di persone in gamba.

Dove le trovate? E’ facile in una grande città, e consiglio a tutti di fare l’università in una grande sede, meglio se frequentando una residenza universitaria.

Non accontentatevi di persone in gamba a voi affini: cercate soprattutto quelli che la pensano in maniera diversa da voi. Il confronto continuo e serrato con persone che sanno ben argomentare ci aiuta a vedere più chiaramente le nostre idee – e a cambiarle, se è il caso.

Cercate di vivere relazioni reali, perché sono più appaganti: animate le associazioni e il volontariato, partecipate a eventi e convegni.

Oggi internet offre comunque delle soluzioni anche a chi abita in piccoli paesi: esistono centinaia di gruppi su Facebook (Startup Italia, Fabber in Italia, Stati Generali dell’Innovazione), su Yahoo, su Google, forum di discussione su tutti i temi degni di interesse. Esistono, infine, diversi social think tank dove esprimere le proprie opinioni e ricevere critiche costruttive.

Secondo: non sfuggite le difficoltà.

In tutto, nell’amicizia, nell’amore, soprattutto nello studio. Non rinunciate perché pensate di non riuscire, perché creerete profezie che si auto-avverano. La novità è sempre difficile. I rapporti intensi sono sempre difficili, ma sono meglio dei rapporti mediocri.

Qualunque ambito ha una curva di apprendimento che gli è propria ed è arduo prevedere a priori come si strutturi, anche perché ognuno di noi è predisposto verso certi domini di conoscenza, non verso tutti. Il rischio, se rinunciate, è che se sapete usare solo un martello, vedrete il mondo fatto di chiodi.

Terzo: imparate a sopportare la fatica e lo stress.

Perché i consulenti sono in larga parte ingegneri? Perché sanno bene come si sopporta la fatica mentale, avendo affrontato esami di matematica e geometria estremamente complessi.

La fatica deve diventare vostra amica. Non spaventatevi, non terminate la vostra attività dicendo “non ne vale la pena, rendo troppo poco”, perché se è vero che a mezzanotte leggete a metà del ritmo, è anche vero che se continuate a farlo, testardamente, nel giro di qualche anno arriverete a studiare tranquillamente fino alle quattro del mattino.

Solo così, se ne avrete la capacità e fortuna, potrete dirigere trattative per centinaia di milioni di euro, ispezioni, crolli in borsa, aziende con migliaia di dipendenti.

Quarto: non innamoratevi delle idee.

Avere idee innovative è bellissimo, e diventa facilmente una droga. Ma un’idea non realizzata rimane lettera morta. Trasformare un’idea in realtà è faticoso, a tratti noioso, richiede moltissime attività collaterali che non danno alcuna soddisfazione. Eppure è l’unico modo per vedere se valete qualcosa. Non lasciatevi tentare dall’idea nuova prima di aver realizzato la vecchia. Portare a termine un’idea vi nutrirà di un efficace “senso della realtà”: è fondamentale in politica e per evitare di essere insoddisfatti; un’imprevedibile strada verso la felicità.

Quinto: inglese e informatica (e, perché no, cinese, arabo…).

Sì, il mondo è davvero globale, si percorre in lungo e in largo sempre più facilmente. Il lavoro si cerca ovunque, perché qui ce n’è sempre meno. Si imparano le lingue sopportando noia e fatica, ma anche con qualche trucco: guardando film in lingua originale, leggendo libri e paper, facendo un Erasmus.

Per informatica intendo saper utilizzare almeno i rudimenti di pubblicazione di contenuti sul web, capire come funzionano le principali tecnologie che impieghiamo e saper cercare informazioni di qualità. Poi… meglio imparare i rudimenti di presentazioni e infografiche, e, perché no?, di fogli di calcolo.

Sesto: umiltà. Non abbiate paura di chiedere.

Non abbiate paura di risultare ignoranti, perché lo siamo tutti, in qualche campo. Non abbiate paura delle critiche, perché sono il più grande aiuto che vi possano dare: sottoponete sempre le vostre opere al giudizio altrui. Chiedete quando non capite, cercate libri introduttivi e informazioni in rete quando vi avvicinate a qualcosa di nuovo oppure contattate un amico esperto e chiedetegli un consiglio.

Settimo: non abbiate paura di sbagliare.

Riprende il punto 4: fate, sperimentate. Sbagliate, fallite! Perché così si impara davvero. Corollario: meglio finire qualcosa di imperfetto che aspirare alla perfezione e proiettarla in un futuro indeterminato. Avere in mano qualcosa di vostro significa poter ricevere commenti, consigli, critiche. Significa migliorarlo costantemente. Non ritenete forte chi non cade mai, ma chi si rialza prima.

 

Ci vediamo tra cinque anni a Pionieri.

 

Andrea Danielli, arenauta

@andreadanielli

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I narratori dei Pionieri: Alessandro Rimassa http://www.progetto-rena.it/2013/04/alessandrorimassa/ http://www.progetto-rena.it/2013/04/alessandrorimassa/#comments Wed, 17 Apr 2013 10:33:17 +0000 Giulia Sateriale http://www.progetto-rena.it/?p=14719 COVER-RIMASSA

Chi é e di cosa si occupa?

Alessandro Rimassa è direttore della Scuola di Comunicazione e Management di IED, l’Istituto Europeo di Design, dove progetta strumenti di formazione basati su innovazione, co-creazione e comunicazione con l’obiettivo di mettere i giovani al centro del sistema. E’ autore di “Generazione Mille Euro” (Rizzoli), il libro che nel 2005 ha fatto scoprire al Paese i precari, l’assenza di meritocrazia e le pessime retribuzioni. E’ scrittore e giornalista professionista e con esperienze a Mtv e in diversi giornali e tv. Esprime la sua filosofia di vita con un hashtag: #facilecambiare. Basta volere e sapere agire.

Il romanzo “Generazione Mille Euro” è stato tradotto in sette lingue ed è diventato un film nel 2009. Nel 2011 è uscito il seguito, “Berlino Sono Io” (Sonzogno), mentre nel 2009 ha pubblicato “Jobbing”, la guida alle 100 professioni più nuove e più richieste (Sperling & Kupfer). L’ultimo libro, distribuito gratis online da marzo 2013, è il manuale di self marketingPersonal Jobbing. Su La3 (Sky, 143) ha condotto nel 2011 e 2012 Generazione S, programma che racconta storie di giovani che riescono a fare impresa in Italia, antidoto ispirazionale e motivazionale ai titoli di giornali e telegiornali che inneggiano solo a crisi, spread e disoccupazione.

Sito ufficiale: www.alessandrorimassa.com
Twitter: @Rimassasonoio

Che cosa l’ha appassionata del progetto Pionieri?

RENA, e in particolare il progetto Pionieri, mi fanno respirare: mi comunicano che c’è un’Italia che si muove e crede nel futuro di questo Paese e dei suoi cittadini, che sente come necessità quella di agire in maniera partecipata e condivisa per costruire un domani possibile, agendo concretamente nell’oggi.

Che cosa significa per lei esseri Pionieri oggi?

Oggi essere Pionieri vuol dire essere parte del cambiamento, credere che non esistano solo crisi, disoccupazione e spread ma anche speranza, futuro, sogno. Comprendere che queste non sono aprole vuote ma il risultato delle azioni concrete di ognuno di noi.

Quali pensa siano i limiti che incontrano oggi i Pionieri nel nostro paese e come è possibile superarli?

Il problema attuale è la nostra classe dirigente, politica, imprenditoriale, giornalistica. Siamo in mano a persone ancorate al passato, incapaci di capire che il cambiamento non è qualcosa che accadrà nel futuro ma un fatto certo già in fieri. Non sanno interpretare il nuovo e, per paura, si arroccano su un passato che non c’è più, cercando di bloccare persone, idee, innovazione. Dobbiamo essere più forti noi. Saremo più forti!

Di quale progetto ha narrato la storia?

Farm Cultural Park

Che cosa l’ha colpita di più del progetto e come esso contribuisce allo sviluppo delle comunità locali/qualità della democrazia/formazione e talento?

Il futuro del nostro Paese si costruisce sul made in Italy, che è design, moda, enogastronomia, turismo e cultura. E che per esistere deve essere local, cioè dislocato sul territorio, la vera ricchezza della nostra Italia: dobbiamo tornare a vivere nelle province, popolare i piccoli paesini, che sono una risorsa unica e straordinaria.

Alessandro Rimassa sarà sul palco de “La notte dei Pionieri” per recitare il suo racconto, venrdi’ 3 maggio presso la Triennale di Milano.

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