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Una goccia nell'oceano della ricerca
E’ successo. Una notizia inaspettata, i progetti "under quaranta”, difesi coi denti in parlamento durante la breve legislatura del governo precedente, hanno visto la loro assegnazione in questi giorni di fine novembre 2008 (cf.notizie ADI - Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani). Circa 15 milioni di euro destinati a finanziare progetti di ricerca d’interesse biomedico, una quota che nel 2007 è stata pari al 5% del fondo destinato alla ricerca in questo settore e che nel 2008 aumenterà al 10%. I 26 vincitori hanno ottenuto finanziamenti in media di 550.000 euro, e sono stati valutati da una panel di 10 esperti (5 italiani e 5 stranieri) anch’essi di età non maggiore dei quarant’anni, insomma secondo una valutazione tra “pari”.
L’importanza di quest’assegnazione, nel panorama di generale disimpegno economico nei confronti della ricerca italiana, risiede soprattutto nell’avere per la prima volta dato la possibilità a giovani ricercatori di gestire come principal investigator, e quindi in completa autonomia economica e scientifica, il proprio progetto di ricerca, utilizzando un sistema di valutazione consolidato a livello internazionale, che utilizza criteri di valutazione bibliometrica, ovvero citation index (la frequenza con cui un articolo o i suoi autori sono stati citati da altri) e impact factor (la frequenza con la quale la rivista è citata nel corso di un anno), oltre che premiando la composizione delle unità operative in funzione della presenza di unità coordinate da ricercatori al di sotto dei 40 anni.
E’ evidente che il finanziamento destinato nel 2007 agli “under quaranta” rappresenta una goccia nell’oceano, visto che a goderne sono solo 26 ricercatori sui 1500 che hanno partecipato al bando, goccia che non è comunque da sottovalutare se questo primo evento si trasformasse in una prassi legata ad un finanziamento stabile attraverso le finanziarie. Purtroppo, è bene ricordarlo, la finanziaria del 2007 prevedeva per gli ‘under quaranta’ anche un finanziamento derivante da 10 % dei fondi FIRST (Fondo per gli Interventi in Ricerca Scientifica e Tecnologica), pari a circa 45 milioni di euro. Ad oggi, il Ministero non ha impegnato questa cifra in alcun bando e si rischia così di perdere la somma se ciò non avverrà entri il 31 dicembre del 2008.
Una piccola nota da “sindacalista”: un amico e collega, sottoinquadrato e precario, che in dieci anni ha prodotto 51 pubblicazioni internazionali peer reviewed, ha preso il finanziamento come capo fila. Stasera brindiamo e alla faccia di chi, in questo paese, non permette che si possa correre alla pari.
*Aldina Venerosi lavora a Roma, presso l’unità Neurotoxicology and Neuroendocrinology del Dipartimento di Biologia cellulare e Neuroscienze dell’Istituto Superiore di Sanità.
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