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Di Silvia Givone
Sabato 5 marzo a Firenze è successa una cosa che, almeno in Toscana, non era mai successa prima: 140 persone provenienti da tutta la Regione e da mondi ed esperienze diversissime, hanno discusso per un’intera giornata per rispondere alla domanda “Come possono collaborare migranti e comunità locali per generare valore sociale?”.
Abbiamo voluto provare a rispondere a questa domanda dopo un incontro con Ezio Manzini organizzato negli spazi di Impact Hub a Firenze ai primi di dicembre.
Discutendo del suo libro “Design when everybody designs” e di come l’innovazione sociale possa provare ad offrire risposte anche al tema dell’accoglienza, ci siamo rese conto che c’era un bisogno diffuso di confronto, di scambio e di idee nuove per affrontare un tema che da emergenziale sta diventando strutturale. Allo stesso modo ci siamo accorte che, anche se frammentate e spesso inconsapevoli, sono sempre più diffuse anche nel mondo dell’accoglienza esperienze di reale innovazione sociale e che in qualche modo queste possono “indicare una via”.
E così, esattamente tre mesi dopo quel primo appuntamento, abbiamo provato a “mettere insieme i pezzi” che possono comporre il sistema dell’accoglienza in Toscana invitando a discutere attori attivi sul territorio ma che non necessariamente collaborano o hanno occasioni di confronto.
Insieme a loro abbiamo cercato per un giorno di uscire dall’emergenza, per pensare come trasformare il tema migrazioni da elemento di crisi a valore e opportunità per le persone e i territori. Per farlo abbiamo chiamato Regione Toscana e Comuni, associazioni di volontariato, grandi ONG e gruppi informali portatori di esperienze di innovazione sociale, cooperative sociali e ricercatori universitari, giovani “italiani di seconda generazione” e richiedenti asilo arrivati da pochi mesi e la risposta è stata forte e immediata: l’evento è andato in pochi giorni in sold out con una lista di attesa di oltre 30 persone. Fino alla sera prima abbiamo continuato a ricevere richieste da istituzioni, associazioni, cittadini e rappresentanti di associazioni di migranti. Segno di un bisogno importante e chiaro.
Partivamo da alcuni (pochi) dati, da tanti problemi aperti e da una forte convinzione: il tempo che i richiedenti asilo passano in attesa di riconoscimento può diventare un’importante risorsa da condividere con la comunità ospitante in un’ottica di collaborazione e di condivisione tra migranti e residenti per migliorare la qualità della vita di tutti.
Con questa premessa abbiamo chiesto a tutti i presenti di mettersi in gioco per rispondere alla domanda “Come possono collaborare migranti e comunità locali  per generare valore sociale?” , dettando loro stessi l’agenda delle discussioni della giornata e provando a immaginare proposte e soluzioni per capire prima di tutto come superare concretamente i piccoli e grandi ostacoli che si incontrano nella gestione del “tempo dell’attesa”. Non ci siamo infatti voluti interrogare sulle necessità primarie quali vitto e alloggio, rispetto alle quali esiste un sistema istituzionale di riferimento, ma piuttosto su come fare per permettere che le persone che si trovano in una specie di limbo in attesa del riconoscimento della propria richiesta di asilo, possano usare quel tempo per acquisire competenze, entrare in relazione con la comunità locale, iniziare a costruirsi un futuro.
Gli oltre 20 richiedenti asilo presenti, giovani ragazzi provenienti prevalentemente dall’Africa centrale, hanno potuto partecipare attivamente ad un’esperienza di co-progettazione e, nonostante alcune barriere linguistiche e culturali, hanno potuto chiedere un confronto sui temi sentiti come più urgenti – come il lavoro e la formazione – ma anche proporre di costruire la collaborazione a partire dalle modalità di integrazione e  scambio con le comunità ospitanti che percepiscono come più immediate, come lo sport.
Alcune delle proposte forse diventeranno nuovi progetti, altre prenderanno altre strade, quel che è certo è che la giornata di sabato ha lasciato nuove relazioni fra persone che da prospettive diverse hanno a cuore gli stessi problemi, ha permesso di scambiarsi informazioni, soluzioni ed esperienze, ha generato pensieri nuovi e forse una nuova consapevolezza di quel che si può fare collaborando.
Video racconto dell’evento: https://www.facebook.com/rena.arte/?fref=ts
Report dei lavori della giornata: bit.ly/1RWkKCY