Sono arrivati da Milano, Torino, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato, Cortona, Perugia, Bologna e Roma i 47 partecipanti di HackToscana, la maratona di progettazione a base ICT che RENA, assieme a Regione Toscana e Fondazione Sistema Toscana, ha organizzato lo scorso 11 ottobre.
Con 16 gruppi, di cui 11 toscani, e ben 14 donne partecipanti, volevamo contribuire ad alimentare l’ecosistema a supporto di Open Toscana e di tutta la Regione Regione, con prototipi e idee, ma soprattutto creando le premesse di un movimento pronto a collaborare.
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La forte presenza della Regione Toscana, con la partecipazione attiva dei suoi dirigenti e dell’Assessore Bugli, ha dato fin dal brief di apertura dell’incontro un forte e chiaro mandato: HackToscana doveva proporre miglioraramenti al portale OpenToscana, dedicato agli open data, alla partecipazione e all’innovazione tecnologica.
Abbiamo cercato di contagiare e favorire la collaborazione tra progetti, partecipanti e policy maker, per evitare che HackToscana fosse un evento spot, una passerella che non seminava  innovazione e relazioni. Segnali positivi sono arrivati anche dalla presenza in gara di un gruppo di dipendenti della stessa Regione: il team non poteva accedere al premio (per evitare conflitti di interesse) ma, e questo dice molto sulla preparazione e sull’alto attivismo di molti dipendenti pubblici, è arrivato secondo.
Ha vinto Matteo, non a caso tra gli animatori del gruppo su facebook “Open Data Toscana” che, assieme a Roberta, ha progettato SmartPrato per collegare il mondo dell’internet of things e gli open data, portandoli dentro OpenToscana. Secondo, a parimerito con ‘60-70s, un gruppo di neolaureate in design che usa le proprie competenze per comunicare meglio gli open data. Per concludere con i vincitori dei premi, il gruppo terzo arrivato è “HackPazzi”, che ora sta tentando di dare vita a una comunità nazionale che proponga soluzioni intelligenti in caso di rischio ambientale.
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Eravamo a Pisa, dentro la cornice dell’Internet festival con l’idea di fondere pratiche dell’hackathon con azioni tipiche della jam del service design.
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Ogni gruppo aveva un tutor che dava supporto e consigli sia sulla qualità generale del progetto sia sulla sua presentazione. Ad offrire assistenza c’erano anche gli advisors, sorta di angeli che approfondivano dinamiche legali, uso degli open data, possibilità di sostenibilità economica o di ingaggio civico per esempio.
“Siamo convinti che attualmente sul portale OpenToscana manchi un’intera sezione dedicata all’internet of things, ovvero alla raccolta dati provenienti da sensori e macchine connesse in internet”.
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A partire da questa convinzione, Roberta Fiorucci e Matteo Tempestini hanno sviluppato il progetto vincitore Pratosmart, che rappresenta bene lo spirito di HackToscana: collaborare per dare idee, guardare al futuro per migliorare un progetto della PA.
“Era nostra intenzione porre l’attenzione sul fatto che molti dati già sono immessi in rete dalle macchine e che, potenzialmente, potrebbero essere aperti per generare valore. Il progetto (qui trovate le slide) consiste nell’aver fatto vedere come si potesse, con un’interfaccia verso un servizio cloud (che per l’evento è stato simulato con Dropbox), raccogliere dati da sensori installati su una macchina simulata con Arduino Yun. Ideando anche una possibile applicazione dell’idea con una mappa delle stampanti 3d della regioneonnesse in rete per generare così dati per OpenToscana”.
Al secondo posto, come anticipato, il gruppo 60-70’s formato da 4 dipendenti della Regione Toscana, in particolare del settore Infrastrutture e tecnologie per lo sviluppo della società dell’informazione, sistemi informativi e tecnologie della conoscenza.
L’accessibilità non corrisponde automaticamente alla fruizione: questo il punto di partenza del progetto, che potrebbe essere scolpito nella pietra, che disegna una soluzione scalabile e realizzabile nata grazie alla creatività di dipendenti pubblici in gara per proporre soluzioni a progetti di cui tutti poi gioverebbero.
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“I potenziali utenti possono non fruire dei servizi per vari motivi, come la non conoscenza del servizio o l’interesse sporadico. Oppure il servizio è “passivo” e non stimola l’utente alla fruizione, avvertendolo di migliorie o della presenza di nuove informazioni di suo interesse. Oppure invia una notifica solo dopo un’esplicita registrazione/richiesta”.
La proposta del gruppo 60-70’s group , che sembra poter essere accolta dalla stessa Regione, disegna una nuova idea di “notifiche”, inviate in modo multicanale via email o su mobile e con alert. Le applicazioni sono moltepllici e semplificherebbero la gestione del Fascicolo su processi civili e il Fascicolo sanitario, dei bolli con scadenze, della gestione del Sispc (prevenzione collettiva per scadenza o registrazione animali e scadenzario vaccini).
Al secondo posto a pari merito con loro, il gruppo Kopter, composto da 3 giovani ragazze milanesi ventiduenni fresche di laurea in design. Mariagloria, Martina e Sofia avevano le idee chiare: “le problematiche da cui siamo partite riguardano il cittadino che si interfaccia con OpenToscana e la difficoltà nell’arrivare alle informazioni e ai dati. Pur essendo possibile loggarsi con Linkedin, Facebook e altri social network, la ricerca non viene customizzata e la fruizione rischia di essere lunga e difficoltosa. Abbiamo deciso di concentrarci sulle competenze dei cittadini e su un sistema di tag per organizzare la ricerca di informazioni e open data, così damigliorare i processi. L’idea è creare un portale propositivo, una piattaforma di navigazione e orientamento che renda il profilo del cittadino verticale attraverso le proprie competenze, così da acilitare la ricerca di open data, bandi e concorsi, lavoro e formazione. Qui trovate il prototipo.
Al terzo posto HackPAzzi, gruppo formato da 3 ragazzi (provenienti da Bologna e Firenze) e da Paola, arrivata appositamente dalla Sardegna. I 4 si sono conosciuti attraverso il gruppo facebook di HackToscana, creato proprio per facilitare la conoscenza tra partecipanti e curiosi. Il loro progetto “Piove, Governo, Ladro” richiama sin dal nome l’esistenza di un problema da risolvere, ma anche un approccio ludico che, se legato al fare, promette bene, avendo come obiettivo la gestione partecipata dell’informazione legata al rischio e alle emergenze. La soluzione? Molto interessante e connotevoli sviluppi scalabilinche in questo caso. “L’informazione viene presa da canali esistenti – come i social network e gli open data -generata da diversi attori -la PA, i volontari e i cittadini. La soluzione vuole integrare i canali tradizionali di scambio di informazioni che si sono rilevati spesso non all’altezza in casi di emergenza.”
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La soluzione prevede un server centrale con il compito di recuperare le informazioni, uniformarle sintatticamente, valutare il grado di credibilità e reputazione in base a chi ha generato il messaggio ed esporle con API moderne e usabili. Queste informazioni, rilasciate come open data, “possono essere usate poi per creare applicazioni mobile (quella presentata comeesempio esempio manda notifiche push in caso di emergenza vicino a te) o possono essere integrate in sistemi esistenti”. Questo il progetto, ma potete esserecerti che la strada è appena all’inizio: grazie a questo gruppo è nato una community, di cui è parte anche la stessa RENA, per trovare soluzioni sostenibili alle sempre più numerose emergenze. Su questo ci saranno aggiornamenti a breve ma per gli interessati ecco il gruppo facebook.
Gli altri gruppi? Ecco una breve carrellata da Westman team, formato dalle milanesi Giulia Ponzetta e Ilaria Tadiello rispettivamente di 23 e 22 anni, con un progetto per “rendere gli open data fruibili da tutti, anche da coloro che non hanno abilità informatiche, attraverso una visualizzazione tramite infografiche autogenerate”. L’idea è semplice (qui la presentazione) ma molto utile perché consente di sfruttare gli open data per aumentare il livello di consapevolezza del cittadino nelle proprie opinioni e scelte politiche.”Abbiamo ideato un’applicazione web che permette all’utente di esprimere la propria opinione tramite dei sondaggi, da integrare all’interno di OpenToscana.
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Prima di poter esprimere il proprio voto, l’utente ha l’obbligo di visualizzare gli open data, elaborati tramite infografiche, relativi all’argomento del sondaggio. Abbiamo ideato due modalità di visualizzazione: la prima in cui l’utente visualizza in sequenza gli open data,così come sono automaticamente generati dall’applicazione; la seconda, maggiormente interattiva, in cui l’utente ha la possibilità di impostare dei parametri creando delle visualizzazioni personalizzate”.
Poi Vuoto X Pieno, un gruppo di Pisa e provincia composto da 2 ragazze e 1 ragazzo tra i 27 e i 29 anni. Il progetto prevedeva l’implementazione di un servizio per rendere fruibili gli edifici pubblici in disuso, attraverso una piattaforma dove i cittadini potessero ricercare l’edificio secondo determinati parametri e la Regione potesse avviare una mappatura dei dati riguardanti il patrimonio edilizio. “Si è pensato di iniziare considerando gli edifici scolastici di alcune città toscane e le associazioni di volontariato per realizzare un progetto pilota”.
Anche Alderaan è un progetto pisano, ideato da 3 ragazzi tra i 34 e i 30 anni. “Abbiamo presentato un progetto per un CUP Regionale, con l’obiettivo di di risolvere il problema della visione locale delle prenotazioni di prestazioni sanitarie, eliminando l’intermediazione degli operatori e offrendo un servizio aperto 24ore/24, ottimizzando le distanze che l’assistito deve percorrere per raggiungere la struttura necessaria. Vogliamo minimizzare i tempi di attesa, garantire un migliore bilanciamento del carico di ciascuna struttura, offrendo contestualmente alla prenotazione la possibilità di pagare il ticket online”.
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Next Duepuntozero, team formato da 5 persone di Cortona tra i 42 e i 26 anni, ha ideato e realizzato “Talking Stones”, letteralmente “le pietre che parlano”. Il progetto prevede la realizzazione di colonnine informative interamente alimentate ad energia solare che, oltre a fornire la ricarica d’emergenza per le batterie dei cellulari, erogano un segnale wifi a cui ci si può connettere con qualsiasi smartphone/tablet dotato di questa tecnologia per ricevere gratuitamente informazioni di ogni tipo, senza necessità di scaricare software o app  Interfacciare la colonnetta con gli open data riguardanti dati turistici, info utili sueventi, farmacie, uffici relazioni con il pubblico, ma anche con la scrittura del feedback degli utenti che, per esempio, all’uscita da un luogo di servizio o di interesse possono lasciare commenti”.
Per Artour-o Il MUST, progetto dell’arch. genovese Tiziana Leopizzi, Carlo V. Mori, fiorentino di 53 anni ha presentato un progetto che punta a creare, come Vuoto X Pieno, maggiori ambiti di sinergie nel recupero e nella riqualificazione degli spazi dismessi. In questo caso, però, il focus è sulla facilitazione delle relazioni tra community con nuovi modelli di business per la sussidiarietà nell’ambito della salvaguardia del bene comune.
Contesti e Cambiamenti, è un team formato da Annunziata e Carlotta, che ha lavorato su tematiche legate alla tutela e gestione del territorio. I cittadini hanno bisogno delle amministrazioni locali, ma possono dare il proprio contributo in qualità di cittadini “custodi” segnalando o proponendo soluzioni per i disagi. L’idea è creare uno strumento che, incentivando la partecipazione attiva, possa essere utilizzato per segnalare tempestivamente eventuali criticità, favorire nuove forme di scambio e di comunicazione tra l’amministrazione pubblica e i privati (cittadini e organizzazioni), per ampliare il coinvolgimento dei cittadini nella gestione sostenibile (ambientale, sociale ed economica) del territorio.
Star Deas, dei perugini Giulia, Alessandro e Gennaro rispettivamente  di 30, 29 e 26 anni, ha prototipato tre nuove apps dedicate al cittadino che consentono di poter effettuare prenotazioni al CUP, postare e commentare situazioni di cura pubblica e prendere visione della lista di persone che si rendono disponibili alla consultazione su diversi aspetti della vita cittadina”.
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tMapp, del gruppo Net7 s.r.l. cioè Alessio, Marco, Giuseppe, Francesco e Raffaele tra i  25 e i 42 anni, è una piattaforma web con app native mobile, che permette ai suoi utenti di accedere ai dati cartografici della Regione Toscana con un’alta qualità grafica e ricchezza di dettagli.  Risolve il problema di un accesso organizzato e di alta qualità a tali dati, mettendo in contatto gli operatori commerciali radicati sul territorio con i potenziali utenti, in maniera puntuale e mirata. “Il progetto è destinato a tre tipologie di stakeholder:i tourer, cioè l’escursionista e il turista che accede al servizio di cartografie e informazioni georeferenziata; il player, ossia l’esercente commerciale che presenta le proprie attività; ilmapper che contribuisce alla crescita del database cartografico con l’esperienza sul campo.
ULife, con il Progetto Shazzan si è posto l’obiettivo di trovare una soluzione che semplifichi l’accesso ai dati protetti da identificazione tramite Carta Nazionale dei Servizi (CNS).”Attualmente l’unica modalità è tramite lettore di card, quindi difficoltosa per servizi non fruiti tramite computer o totem aventi il lettore. Il progetto propone la non necessaria presenza diretta della CNS con l’uso di 2 tag NFC contenenti i dati necessari per instaurare una connessione sicura OT (One Time) sulla quale fare transitare i dati necessari all’autenticazione.
Infine Full Wipe che con SmarToscany (qui la presentazione e qui il video) si proponeva di migliorare l’esperienza dei turisti in Toscana con un’app Android che rende fruibili gli open data più utili in modo chiaro, funzionale e diretto e aiuta loro a muoversi e conoscere la città con sistemi di mappature, navigazione e realtà aumentata.
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Per concludere possiamo dire che il metodo “HackToscana” è scalabile e riutilizzabile, ma serve tempo e passione, una buona location e soprattutto, per evitare di sprecare creatività e professionalità, un ecosistema che riconosca e si fidi degli spazi di progettazione. In Italia gli Hackthon più celebri sono legati al mondo dei mobile e al mondo delle imprese private, che attirano appassionati in cerca di contatti e visibilità. In ambito civico, possiamo invece ricordare i meeting di Spaghetti Open Data, la più grande community di civic hackers in Italia.
Per questo HackToscana rappresenta una nuova via: è possibile ridisegnare le politiche pubbliche aprendo spazi di collaborazione? Possiamo chiedere aiuto ai cittadini quando progettiamo policy? Sicuramente HackToscana è migliorabile ed è solo una maratona di 12 ore ma ha dato utili indicazioni alla Regione Toscana e ai partecipanti, ai quali abbiamo chiesto di inviarci sia feedback positivi sia negativi. Questi ultimi ci spingono ad essere più attenti alla logistica, con servizio bar continuo (caffè, caffè, caffè!) per i partecipanti, con wi-fi che regga sempre e spazi più ampi e comodi per facilitare networking e lavoro magari con maggiore attenzione a chi prototipa e a chi inventa qualcosa di nuovo ed originale. I feedback positivi? Eccone alcuni:

“Era la prima volta che ci trovavamo a progettare per una PA“
“Riportiamo a casa, contatti, gente che ci ha apprezzato, interrogato e che realmente ha dimostrato interesse per il nostro lavoro e ingegno”
“Ho imparato ad utilizzare una buona gestione del tempo. L’importanza di lavorare sulla sintesi concettuale ai fini del pitch. Mi porto a casa un’esperienza decisamente benefica e conviviale, nuovi contatti, la relazione con una community più che incoraggiante!”
“L’esperienza è stata di grande utilità soprattutto per la cultura digitale che si è respirata”.
“Ottima esperienza, bello lavorare in gruppo, sono tornato a casa con la voglia di seguire questa bella community”
“Mettere in campo discipline diverse per trovare una convergenza di saperi ci ha permesso di pensare a modi nuovi di risolvere problemi noti”.

I giurati

  • Marco Bani – Esperto in politiche digitali, Capo Segreteria Tecnica di AgiD
  • Laura Castellani – Responsabile del settore infrastrutture e tecnologie per lo sviluppo della società dell’informazione per Regione Toscana
  • Andrea Di Benedetto – CEO di 3logic MK, vicepresidente nazionale CNA, Presidente del Polo Tecnologico di Navacchio
  • Mirko Lalli – CEO e founder di Travel Appeal
  • Daniela Selloni – Service designer e ricercatrice del Politecnico di Milano
  • Donatella Solda – Membro della segreteria tecnica del Ministro dell’Istruzione, dell’università e della Ricerca

Gli advisors

  • Davide Agazzi – Esperto in innovazione sociale e responsabilità sociale d’impresa.
  • Daniela Selloni – Service designer e ricercatrice del Politecnico di Milano
  • Ernesto Belisario – Avvocato, esperto di diritto delle tecnologie – Italian Open Government Forum
  • Maurizio Napolitano – Esperto open data, Fondazione Bruno Kessler
  • Michele d’Alena – Resp. strategia social media team Comune di Bologna, esperto in politiche digitali e innovazione sociale
  • Mirko Lalli – CEO e founder di Travel Appeal
  • Fabio Malagnino – Responsabile media civici Consiglio Regionale del Piemonte
  • Andrea Di Benedetto – CEO di 3logic MK, Vicepresidente nazionale CNA, Presidente del Polo Tecnologico di Navacchio
  • Marco Bani – Esperto in politiche digitali, Capo Segreteria Tecnica di AgiD
  • Silvia Givone – Esperta in processi partecipativi, founder di SocioLab

I tutor

Francesca Mazzocchi – Cecilia Manzo – Roberta Franceschetti – Valeria Adani