fotoIl 26 settembre a Rieti è andato in scena l’incontro pubblico “Quale futuro per l’ex Snia Viscosa?”, prima uscita della neonata antenna locale, che da alcuni mesi concentra la sua attenzione intorno al progetto di riqualificazione di una ex area industriale dismessa, situata nel cuore della città laziale. Un vero e proprio simbolo di Rieti, dal cui recupero potrà passare il rilancio economico dell’intero territorio.
RENA è sinonimo di terzietà e credibilità e in passato ha già dimostrato di poter offrire un metodo con cui arrivare tutti insieme al migliore progetto possibile: negli ultimi anni poi, con la definizione della nuova strategia, ha deciso di mettere in rete piccole e grandi comunità che lavorano per cambiare in meglio i loro territori, mobilitando quelle comunità del cambiamento che già oggi lavorano concretamente a soluzioni e politiche innovative per migliorare la vita dei propri mondi di riferimento.
Il 26 settembre RENA ha mobilitato una intera città. Duecento i partecipanti, per un Auditorium Varrone stipato fino all’ultima poltrona, cinquecento le persone che hanno seguito la diretta streaming, tre i locali nel centro della città che hanno trasmesso l’evento ed accolto centinaia di persone che non sono riuscite a prendere posto in sala.
Oltre mille invece le persone che hanno partecipato al momento più atteso dell’intera giornata: la riapertura, simbolica, dei cancelli della ex Snia Viscosa. Una riapertura a cui è seguita una lenta passeggiata, densa di ricordi e meraviglia, attraverso il viale d’ingresso della Supertessile.
Il sogno dell’Antenna RENA di Rieti è di riportare gente appassionata come Elio, (ex operaio 101enne che ha voluto raccontarci cosa significasse per lui lavorare nella Supertessile) e Fernando, protagonista del trailer video, dentro la ex Snia Viscosa, perché meritano di rivedere il posto dove hanno lavorato, in condizioni diverse rispetto a quelle di ora.
A RENA va anche dato il merito di aver fatto sedere allo stesso tavolo Alessandro Profumo di Banca Monte dei Paschi di Siena, che ha la proprietà di circa i due terzi del sito, il Comune di Rieti che ha l’onere di dover “programmare” il futuro dell’area e tanti altri attori in grado di portare visioni innovative come Riccardo Donadon, Fabrizio Barca e Annibale D’Elia.
Durante l’incontro pubblico Alessandro Fusacchia, reatino doc, ha più volte parlato di consapevolezza. Siamo infatti consapevoli che la storia di questo recupero è fatta di tanti progetti, tentativi e fallimenti ma anche che tutto quello che è successo nel passato deve servire come lezione per il futuro. È necessario guardare con enorme rispetto alla storia di questo sito e alla storia di tutte le persone che hanno dato un contributo.
Siamo consapevoli che Rena non può portare avanti il progetto da sola. Perché è talmente grande la ferita nel cuore della città che non è più il caso di dividersi tra gufi ed entusiasti. C’è bisogno di cittadini che partecipano. C’è bisogno di tutti, perché nella società della conoscenza il capitale umano è una risorsa fondamentale.
Siamo consapevoli che non basta l’impegno e la passione dei tanti reatini. La scommessa è trasformare quello che è stato sempre visto come un problema locale in una opportunità nazionale e internazionale.
Con questo evento è iniziato un percorso che porterà a fare dell’ex Snia Viscosa il nuovo centro della città, permettendo a Rieti, dopo decenni di progressiva marginilizzazione ed isolamento, di tornare ad attirare intelligenze e investimenti, ed a connettersi con altre realtà e comunità del cambiamento, oggi protagoniste dell’ecosistema dell’innovazione sociale e dello sviluppo sostenibile. Durante l’evento non abbiamo presentato manifesti o formule magiche: sono state presentate le linee guide di un concorso di idee e definite le tre dimensioni lungo le quali far partire un processo di riconversione della città e del territorio. Queste direttrici non rispondono solo a una visione di futuro, immaginando la città di Rieti tra 20 o 30 anni, ma sono legate a dei bisogni e a delle necessità attuali.
Il recupero dell’ex Snia Viscosa passerà attraverso un esperimento di intelligenza collettiva, di co-progettazione, che stimolerà l’arrivo, da Rieti e dal resto del mondo, di idee sostenibili e innovative in grado di trasformare l’area in un motore per la città e in un posto “unico al mondo”. Il segretario generale Davide Agazzi, durante la giornata, ha parlato del concorso di idee e del bando che si sta delineando, come una occasione di partecipazione, di condivisione, di ibridazione tra mondi differenti e di mobilitazione su scala locale, nazionale e internazionale.
Anche il Ministro Martina, intervenuto in videoconferenza, ha appoggiato il progetto di recupero della ex Snia Viscosa, l’approccio sovraterritoriale che si sta adottando e il lavoro di squadra, alla base di ogni seria e concreta azione di cambiamento.
Diamo appuntamento al prossimo mese per il lancio ufficiale del bando. Stay tuned!
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