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Mancano poche settimane alla partenza della prima Summer School RENA su Buon Governo e Cittadinanza Responsabile (Matera 27 agosto – 4 settembre). Per prepararci all’evento, riportiamo la testimonianza di Dino Ameduni, rilasciata a ITALIC News, sulle potenzialità dell’utilizzo dei social network nella PA.


“Io voglio far passare l’idea che i tempi sono maturi per utilizzare al meglio il social web”. Dino Amenduni, responsabile dei nuovi media per l’agenzia di comunicazione Proforma, riassume così l’obiettivo del suo workshop, in programma giovedì 1 settembre nell’ambito della Summer School di Rena. Come già anticipato da ITALICnews, la Rete per l’eccellenza nazionale organizza la Summer School a Matera dal 27 agosto al 4 settembre prossimi. Il tema sarà “Buon governo e cittadinanza responsabile”.
Fra i docenti impegnati nelle sessioni ci sarà anche Dino Amenduni. Blogger del Fatto quotidiano, il giovane barese (27 anni) parteciperà alla Summer School, coordinando un workshop dal titolo “Social media per decidere insieme”.
“I lavori saranno divisi in due parti”, spiega Amenduni. “Nella prima parlerò della mia esperienza con l’attuale sindaco di Bari Michele Emiliano, per cui ho coordinato la campagna elettorale sui social media. È stato un lavoro importante, soprattutto considerando che adesso Emiliano cura i propri profili personalmente. Nella seconda parte del workshop invece farò fare un’esercitazione ai ragazzi su come si potrebbe promuovere al meglio, attraverso i social media, la candidatura di Matera come Capitale europea della cultura 2019”.

Dino Ameduni


Amenduni darà ai ragazzi tutte le informazioni per poter capire al meglio il mondo di cui è un esperto. “Cercherò anche di dare almeno un’infarinatura di come si è passati dal primo web al web 2.0. È stata infatti la maturazione di una serie di processi durata dieci anni”. Per Amenduni ormai “se c’è la volontà politica, si può attuare un cambio di paradigma nel modo di governare, passando da una concezione ‘di palazzo’ a una politica condivisa”.
Inevitabile a questo punto una domanda sul fenomeno Beppe Grillo e il suo movimento Cinque stelle, che deve molto del suo successo al web. “Dal punto di vista organizzativo è un modello straordinario – dice il giovane barese – L’unico attualmente in Italia in cui si può fare discussione sui contenuti prima delle elezioni e monitoraggio degli eletti dopo”. C’è poi la prospettiva politica, che vede Amenduni invece più critico. “A volte l’approccio ai temi è un po’ semplicistico. Inoltre Beppe Grillo, che rappresenta una figura mediaticamente molto importante, alla lunga potrebbe diventare egli stesso un ostacolo allo sviluppo del movimento”.
Tornando ai social media, non si può fare a meno di notare come la loro pervasività stia aumentando ogni giorno di più. La loro importanza cresce non solo in campo politico, ma anche sociale e lavorativo, nel bene e nel male. “Penso che siamo arrivati a un livello dove il concetto di privacy sia ormai molto relativo”, dice Amenduni. “A me per esempio è capitato di finire sul telegiornale per un commento che avevo fatto nella mia bacheca privata di Facebook. Ho capito che, anche se si agisce nel proprio profilo privato, conviene sempre pensare bene a ciò che si fa e scrivere solo ciò che si è pronti a ripetere anche in pubblico senza problemi. Chi ha qualcosa da tutelare è meglio che non si fidi di Facebook”.
di Valerio Pierantozzi

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