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Domenica, un’agenda fitta di interventi, 30 giovani curiosi, l’attivismo civile e sociale come primo tema complesso da sviscerare: ecco gli ingredienti della prima giornata di lavori della Summer School presso il  Circolo Culturale la Scaletta, che ospiterà i lavori della settimana.
Il prodotto finale sarà la somma della consapevolezza raggiunta dai partecipanti su ciascun tema affrontato, ma il primo passo fondamentale è trasformare i singoli in un gruppo con un obiettivo condiviso. Per farlo, ci aiuta la sessione di coaching che apre la mattinata e guida i partecipanti verso un punto di partenza comune.
Abbiamo ottenuto un’ “intelligenza collettiva”, possiamo cominciare ad affrontare il tema del giorno: come declinare l’attivismo sociale e civile nell’era della democrazia 2.0? Saper utilizzare nella giusta direzione i social network è centrale per la politica se vuole entrare in relazione con la cittadinanza. Ma “due colpi di polpastrello” bastano per un reale cambiamento delle cose? O c’è il rischio che la partecipazione attraverso i social media possa disincentivare i cittadini dal mettersi concretamente in gioco? E’ possibile rendere le politiche pubbliche un po’ più simili a Wikipedia? E al tempo stesso, la partecipazione allargata non può essere un pretesto per  la deresponsabilizzazione dei decisori pubblici rispetto al loro mandato elettorale?
La reazione dell’aula sembra suggerire che l’esistenza di reali spazi di partecipazione alla vita pubblica siano elementi indispensabili per una democrazia. Ma quali spazi? E con che strumenti? Mentre Matteo Ciastellardi ed Emanuela_Patti stimolano la discussione sulle dinamiche dell’attivismo civile e  Alberto Cottica approfondisce il tema della governance collaborativa, l’elaborazione degli spunti resta aperta ai partecipanti in vista della piattaforma da progettare.
E voi cosa ne pensate? Lasciateci in vostri commenti, partecipate!

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