imagesA pochi giorni dalla scadenza del concorso “Pionieri”, proseguiamo l’approfondimento delle quattro aree di intervento delle organizzazioni che RENA sta cercando: sviluppo delle comunità locali, formazione e talento,  qualità della democrazia e innovazione sociale. Dopo aver visto insieme la categoria “innovazione sociale” oggi parliamo di sviluppo delle comunità locali. Che cosa intendiamo per sviluppo delle comunità locali e che tipo di organizzazioni stiamo cercando?

Un cambiamento della nostra società non può che passare dal coinvolgimento diretto di diversi attori. Le amministrazioni pubbliche si trovano, infatti, a dover cambiare il loro approccio nella gestione dei territorio, nella pianificazione del futuro per affrontare le nuove sfide del welfare.

Per prima cosa occorre dare spazio alla più grande risorsa disponibile alle amministrazioni: i cittadini e le comunità locali. Sempre più organizzazioni innovative si stanno infatti muovendo in questo senso: perché non far partecipare i cittadini direttamente nella gestione dei beni pubblici? La comunità locale conosce i propri bisogni e può attivamente proporre metodi innovativi per soddisfarli. Non si tratta solo si nuovi metodi collaborativi ma si tratta di ripensare i temi della partecipazione per aumentare il benessere di tutti: nuovi modo di vivere e gestire lo spazio comune, la nascita e lo sviluppo di un’amministrazione condivisa con i cittadini e che spesso parte da istanze dei cittadini stessi.

In questa modello, la pubblica amministrazione,  le imprese e i cittadini operano insieme per il bene comune con un’idea di partnership che superi il concetto di sussidiarietà. Ecco dunque alcune delle esperienze mappate finora che promuovono lo sviluppo della comunità locali in diversi ambiti e con diversi strumenti. Sono iniziative — promosse sia da enti pubblici che singoli cittadini, associazioni o reti — di dimensioni e con target molto diversi che presentano tutte modelli di partnership che rispondono a bisogni della comunità locale.

  • Bollenti Spiriti (Puglia): Bollenti Spiriti è il programma della Regione Puglia per le Politiche Giovanili, un insieme di interventi e di azioni per consentire ai giovani cittadini pugliesi di partecipare a tutti gli aspetti della vita della comunità. L’idea di Bollenti Spiriti è considerare i giovani come una risorsa, l’accento è sul talento, l’energia e la voglia di partecipare. Le politiche regionali per i giovani non sono quindi fatte di tanti singoli progetti, scollegati tra loro e di breve respiro, ma costruiscono un disegno coerente per realizzare un grande obiettivo: fare delle giovani generazioni il vero motore della rinascita sociale, economica e culturale della nostra terra. Bollenti Spiriti produce attivazione dei giovani: non li “sistema” ma li incoraggia.
  • Casa del quartiere San Salvario (Torino): La Casa del Quartiere è un laboratorio per la progettazione e la realizzazione di attività sociali e culturali che coinvolge associazioni, cittadini, operatori artistici e culturali; è uno spazio aperto e multiculturale, luogo di incrocio, di incontro e di scambio di attività e persone. L’ Agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario individuò, come azione strategica per il quartiere, la creazione di un centro polifunzionale: una Casa del quartiere con spazi per la cultura e per le associazioni.
  • Rete G2: La Rete G2 – Seconde Generazioni è un’organizzazione nazionale apartitica fondata da figli di immigrati e rifugiati nati e/o cresciuti in Italia. Chi fa parte della Rete G2 si autodefinisce come “figlio di immigrato” e non come “immigrato”. La Rete G2 è un network di “cittadini del mondo”, originari di Asia, Africa, Europa e America Latina, che lavorano insieme su due punti fondamentali: i diritti negati alle seconde generazioni senza cittadinanza italiana e l’identità come incontro di più culture. G2 segue un metodo di partecipazione diretta, senza intermediari per un dialogo diretto con le istituzioni. G2 ha un approccio trasversale alle forze politiche, è una Rete che usa gli strumenti della politica ma si definisce apartitica, ossia non dipende da nessun partito.
  •  Associazione Centotrecento (Bologna): L’associazione Centotrecento è un gruppo di persone che propone progetti per utilizzare gli spazi condivisi come luoghi dell’integrazione e della ricchezza sociale. E’ formata da cittadini che desiderano vivere le strade come parte integrante dell’ambiente urbano di cui tutti facciamo parte. Uno degli obiettivi principali è infatti quello sensibilizzare e coinvolgere i cittadini e le amministrazioni sul tema dello spazio pubblico, per sua natura dedicato alla condivisione e alla socializzazione dei suoi abitanti e alla mediazione e all’integrazione culturale.

Questi sono solo alcuni esempi di progetti che danno un contributo diretto allo sviluppo delle comunità locali, alla creazione di reti fra cittadini e di ponti fra cittadini e istituzioni.  Sono queste le organizzazioni pioniere del nostro tempo di cui andiamo a caccia! Aiutateci anche voi a trovare i nuovi pionieri, partecipate e diffondete!

Per aderire: http://pionieri.progetto-rena.it/