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(e Fabio Oliva)
Non siete soli. Oggi vogliamo dirlo a tutti gli arenauti, ma in particolare a coloro che dentro RENA stanno coordinando un progetto. L’associazione ha deciso di investire su quattro iniziative strategiche: il Dato è tratto, che ha conosciuto un’altra tappa importante con l’incontro organizzato a Milano il 16 marzo; la Summer school del buon governo che si terrà a Matera a fine estate; (in)formiamoci, con cui vogliamo portare RENA nelle scuole d’Italia; Free as the web, la piattaforma a difesa della rete. Ci sono poi gli incontri romani di A-RENA e le tante altre attività occasionali. Nelle prossime settimane, infine, partirà un altro grande progetto: l’organizzazione del nostro evento plenario previsto per il 24-26 giugno.
Non siete soli perché l’associazione è a vostra disposizione, per capire come gestire le relazioni con terzi, come reperire i fondi per sviluppare un progetto, come comunicarlo al pubblico in maniera efficace, come metterlo a sistema con tutte le altre iniziative. E non siete soli perché siamo una rete strutturata, coesa, di persone che condividono una missione e un metodo di lavoro. Vivetelo come un’opportunità.
Per evitare che si creino nicchie, torri d’avorio, doppie o triple velocità, è fondamentale però che ci sentiamo tutti parte di una squadra unica, più grande della squadra che sta seguendo il singolo progetto. Siamo diversi: sfruttiamola fino in fondo questa ricchezza. Perché abbiamo risorse dentro l’associazione di cui alle volte neppure sappiamo. In questi anni abbiamo accumulato un immenso “capitale di cambiamento” il cui vero potenziale resta ancora inespresso. Cerchiamo di essere arditi e umili allo stesso tempo. Non abbassiamo la guardia: chiediamoci sempre cosa stiamo facendo dentro RENA. Chiediamoci come lo stiamo facendo.
Responsabilità condivisa non vuol dire responsabilità di nessuno. Vuol dire responsabilità di ciascuno. Ai capi-progetto vogliamo dire questo: è importante che sentiate la responsabilità del vostro incarico, l’onere e l’onore che comporta. State facendo un gran lavoro, ma per farlo ancora meglio è necessario creare sinergie su tre livelli complementari: all’interno della vostra squadra, con il direttivo, con il resto dell’associazione. Se anche uno di questi manca, il rischio di non riuscire a fare quello che ci siamo ripromessi diventa molto alto.
Non facciamo l’errore di pensare che un progetto farà davvero la differenza, se non la faranno anche tutti gli altri. Non facciamo l’errore di credere che qualcuno sia il proprietario di un progetto. I progetti di RENA sono in prestito a delle squadre di lavoro dentro RENA, ma appartengono a tutti. Vanno fatti crescere con questa convinzione, così come noi, insieme agli altri membri del direttivo, stiamo provando a far crescere RENA consapevoli che RENA non è la nostra, ma di ciascuno di voi.
A chi sta partecipando ad uno dei progetti vogliamo dire questo: fatevi coinvolgere, ma siate flessibili. Pretendete metodo e accettate che i capi-progetto e gli altri membri della squadra lo pretendano da voi. Spronateli e spronatevi a vicenda. Soprattutto: incontratevi di persona. Organizzate un weekend da qualche parte e fatelo il prima possibile. Passate del tempo insieme. Conoscetevi e discutete di come aumentare il livello di responsabilità condivisa.
Ci sono alcune cose che possiamo fare solo insieme, per questo stiamo dentro RENA. Ricordiamocene. Quando ci prende il dubbio se essere ambiziosi o lavorare al ribasso e con il respiro corto, scacciamolo in fretta. Facciamo in modo nelle prossime settimane di rendere i progetti che abbiamo in cantiere davvero irreversibili. Di renderli davvero il primo passo di un cambiamento più grande di noi.

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