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Discussione a “Montiamoci la testa“, Bertinoro, 13-14 Novembre 2010
La discussione della proposta di legge è servita come scusa per affrontare un tema più generale, quello del rapporto di scambio tra le imprese e il contesto in cui operano. L’impresa è infatti una organizzazione complessa la cui competitività deriva dalla qualità delle relazioni che essa intrattiene con una molteplicità di soggetti (dipendenti, azionisti, clienti, fornitori, pubblica amministrazione). Nel valutare l’apporto di un’impresa alla collettività, occorre tenere in considerazione non solo quanto valore essa crea, ma anche le modalità attraverso cui lo crea. Solo tenendo in considerazione quali sono gli impatti di una organizzazione su ambiente e società possiamo essere in grado di capire qual è il suo contributo al reale sviluppo del Paese.
Ad oggi le imprese sono tenute a comunicare dati accurati solo sulle loro performance finanziarie. Solo le imprese più “sensibili” si impegnano volontariamente a rendere più trasparenti le loro performance ambientali e sociali.
Una maggiore trasparenza su questi aspetti permetterebbe invece di mettere a punto un serie di incentivi ed agevolazioni per sostenere quelle imprese che si comportano in maniera più virtuosa (perché investono in ricerca e sviluppo, perché contribuiscono a creare condizioni di lavoro ottimali per i propri dipendenti, perché si impegnano per tagliare le proprie emissioni nocive, etc.).
Il gruppo di lavoro ha cercato quindi di capire come poter incentivare le imprese ad una maggiore trasparenza, valutando l’ipotesi di introdurre nell’ordinamento italiano dei provvedimento legislativi che disciplinino le comunicazioni extra finanziarie delle imprese quotate, come già accade in altri Paesi europei.
Foto: Diego Diaz

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