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Dal 7 all’11 febbraio una scuola per imparare tecniche di sabotaggio civico. Candidature aperte fino al 14 gennaio.

Come si possono ‘sabotare civicamente’ quei meccanismi ossidati di funzionamento della Pubblica Amministrazione?
Come innescare una scintilla di cambiamento che si propaghi a un’intera organizzazione e da qui alla società tutta?
E quando conviene farlo da dentro la PA, quando da fuori, o creando un’alleanza tra questi due mondi apprentemente paralleli e non tangenti?
Prima di cercare soluzioni nuove, cosa possono insegnarci le storie di successo, e di fallimento, di chi ci ha già provato, o ci sta ancora provando?

Sono queste le domande cui daremo risposta alla winter school ‘hackerare la PA: tecniche di sabotaggio civico’, organizzata da RENA in collaborazione con HFarm Education nel cui campus di Roncade (TV) si terrà la scuola.

Per farlo, abbiamo identificato questi principi: territorialità dell’impatto |contaminazione | storie e laboratori | confronto continuo.

Tra i vari docenti, e narratori/narratrici della scuola, ci saranno Carlo Cottarelli,che racconterà il tentativo di un anno da Commissario Straordinario per la Riforma della spesa pubblica da ottobre 2013 a ottobre 2014; Chiara Bisconti, manager, innovatrice ed attivatrice di cambiamenti, dal 2011 al 2016 assessora al benessere, qualità della vita, personale sport e verde del Comune di Milano; Fabrizio Curcio dal 2015 al 2017 capo del Dipartimento della Protezione Civile, Ernesto Bellisario Consigliere del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e Membro del Team di Open Government Partnership, dove ha seguito la genesi e l’approvazione del FOIA (freedom of information act); Beatrice Costa di Action Aid, Paolo Bellino, bike manager del Comune di Roma da ottobre 2016 a maggio 2017, Fosca Nomis di Save the Children, il team di Parole O_stili e tanti/e altri.

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È possibile candidarsi per uno dei 40 posti disponibili fino al prossimo 14 gennaio.Cerchiamo innovatori, innovatrici, giovani e meno giovani, da tutto il paese e anche dall’estero, professionisti, narratori e narratrici, startupper, funzionarie e funzionari, dirigenti pubblici, manager privati, urbanisti, architetti, policy makers, designers, soprattutto cerchiamo chi non risponde a nessuna di queste categorie e abbia voglia di mettersi in gioco, stupirci.

Cerchiamo, in fondo, eccezioni che cambino le regole.