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Chi é e di cosa si occupa?
Sono Chiara Continisio, ricercatrice e insegno Storia del pensiero politico e Teorie e istituzioni della cittadinanza all’Università Cattolica di Milano. Ho un vecchio amore per il teatro, che oggi pratico sotto forma di narrazione. “Storia e narrazione” è il progetto di cui mi occupo da anni e che ho fondato con Paolo Colombo.
Che cosa l’ha appassionata del progetto Pionieri?
Senz’altro il fatto che prenda sul serio l’innovazione e la creatività, da qualsiasi parte provenga; e che sia esterna ai soliti circuiti intellettuali. La comunicazione accattivante è un plus non secondario.
Che cosa significa per lei esseri Pionieri oggi?
A volte, solo avere il coraggio di guardare la realtà e individuare lo spazio del cambiamento a portata di mano. Immaginandone però il passo futuro, quello prossimo, quello che arriva ancora più lontano, anche se oggi sembra una cosa piccola piccola.
Quali pensa siano i limiti che incontrano oggi i Pionieri nel nostro paese e come è possibile superarli?
Tanti, ma se sapessi come superarli forse anche io avrei partecipato al progetti Pionieri! Ma a parte gli scherzi, il più grande è forse la sfiducia. Quella che la nostra società dimostra di avere nei confronti dei giovani, sottraendo risorse alla loro formazione, togliendo loro lo spazio per crescere, non prendendo sul serio le loro richieste; e quella che i giovani hanno imparato a nutrire verso il futuro. La sfiducia che molti di noi nutrono nella possibilità del cambiamento: la crisi di questi ultimi anni ha reso l’aria pesante, oltre che dimezzare o peggio le risorse anche materiali disponibili per l’innovazione; oggi pensare al domani rischia di ridursi a pensare ad arrivare alla fine del mese, il che è legittimo e doveroso, ma troppo poco.
Infine la conseguente sfiducia nella politica, che considero gravissima, anche se ne comprendo le motivazioni (o almeno alcune).
E aggiungerei anche la poca trasparenza e la disinformazione, di cui siamo responsabili tutti, e che in ultima istanza impediscono ai processi di innovazione di mettersi in moto, di crescere, di trovare risorse.
Che cosa l’ha colpita di più del progetto che le è stato assegnato e come esso contribuisce allo sviluppo delle comunità locali/qualità della democrazia/formazione e talento?
Che mette a fuoco una cosa semplice, sotto i nostri occhi, magari così vicina che non riusciamo a vederla bene, ma che invece è importante, e non solo per pochi addetti ai lavori.
Insegno storia del pensiero politico e da tempo mi interrogo, da studiosa e da docente, sulla qualità delle nostre democrazie. Quando vado in aula a parlare dei massimi sistemi della teoria politica e dei pensatori che ce li hanno lasciati in eredità, sento la difficoltà degli studenti a credere che tutto questo abbia a che fare con la vita vera: davanti allo spettacolo che la politica dà di se stessa, da diversi anni a questa parte, e alla crisi di sfiducia che le democrazie oggi si trovano a dover affrontare (non solo in Italia), gli studenti non capiscono a cosa servano i moniti di Benjamin Constant, Alexis de Tocqueville, John Stuarti Mill sul valore dell’informazione, dell’opinione, della libertà di espressione e circolazione del pensiero e delle idee per una sana ed efficiente democrazia. Il progetto del Pioniere che ci è stato affidato invece riporta al centro proprio questo, e ricorda che ciascuno può essere parte attiva del gioco democratico in ogni momento.
 
Chiara Continisio sarà sul palco insieme a Paolo Colombo a recitare il loro racconto scritto a 4 mani durante “La notte dei Pionieri” , la cerimonia di premiazione del concorso “A caccia di Pionieri”, venerdi’ 3 maggio presso la Triennale di Milano.