COVER-DELLE DONNE-QChi è e di cosa si occupa? 

Luciana Delle Donne: Attualmente  mi occupo di innovazione ed inclusione sociale:  Founder e Ceo di “Made in Carcere” e  “2ndChance”. Sono alla mia seconda vita. E mi preparo alla terza.

In pratica, dopo aver dopo aver maturato una pluriennale esperienza nel settore bancario in qualità di Top Manager, quale ideatrice, creatrice ed organizzatrice del primo modello di Banca telematica multicanale in Italia (Banca 121) e poi nella costruzione di piattaforme di Knowledge Managent come strumenti di lavoro per “Customers and Employees”, per oltre 20 anni, occupandomi quindi di innovazione tecnologica, ho deciso, di dedicarmi all’innovazione sociale e allo sviluppo sociale ed ho lanciato progetti legati all’ambiente e al disagio sociale, attinenti i minori a rischio di devianza, le donne vittime di tratta. . Però le detenute sono le “privilegiate”, poiché cerco di dare un contributo costruttivo in ambienti  spesso dimenticati.

Il mio desiderio è dimostrare che si può contribuire al ben-essere comune. Sul web, su  uno dei ns siti (http://www.madeincarcere.it/) c’è una lavatrice che simbolicamente centrifuga panni scuri, grigi,  e  poi li “lancia” fuori  colorati, con la gioia di vivere.  Questa è un po’ la nostra mission. Restituire diginità e speranza. Spesso parlo di “ ricostruire la “cassetta degli attrezzi”, ed è necessario fornire gli “strumenti” utili per superare crisi e debolezze.

Noi ci proviamo!

Che cosa l’ha appassionata del progetto Pionieri?

Che esistono realtà in movimento per generare benessere diffuso. Non siamo soli…. ed è bello contaminarsi …

Mi appassiona l’idea che oggi, con i “Pionieri” è possibile far diventare “cool” la “buona azione”…  No, non  siamo soli!!

Che cosa significa per lei esseri Pionieri oggi?

Tornare alle regole di buon senso con i più lucidi e innovativi strumenti di contaminazione.

Il pioniere prima è sognatore e poi instancabile portatore d’acqua…
Si, anche noi ci sentiamo pionieri!!

Quali pensa siano i limiti che incontrano oggi i Pionieri nel nostro paese e come è possibile superarli?

Io non conosco limiti. È possibile superare qualsiasi criticità cercando di leggerla al contrario. Almeno è d’obbligo provarci. Io cerco sempre di trasformare  le debolezze in punti di forza.  Fa cambiare l’approccio alla vita! E’ un esercizio fantastico. Come in una “palestra”.

La palestra della vita, che pian piano ci aiuta a superare le difficoltà, ci abitua alla necessità del cambiamento, elimina le sovrastrutture e va dritto al cuore delle cose! Non è assolutamente semplice. Ma il pioniere è colui che appena si sveglia ed apre gli occhi comincia a sognare.

Di quale pioniere ha narrato la storia?

Progetto QUID

Che cosa l’ha colpita di più del progetto che le è stato assegnato e come esso contribuisce allo sviluppo delle comunità locali/qualità della democrazia/formazione e talento?

Il progetto ha in se ancora una volta il buon senso. L’innovazione infatti spesso coincide con approcci di semplice e sano buon senso. Il progetto oltre a liberare magazzini da rimanenze ingombranti usa delle leve motivazionali intangibili, quale, ad esempio, quella di eliminare le sovrastrutture della moda che impongono linee sempre nuove che portano alla distruzione delle precedenti collezioni oltre a quella di dare un’opportunità a quelle persone dimenticate, ai margini della società produttiva. E questo, secondo me, è un passaggio importantissimo.

Inoltre, usare prodotti in disuso da offrire per un “remake”  a giovani stilisti  e/o emergenti sartine, è facilitato da un contesto in forte espansione quale la “tendenza” del Vintage.

Interessante per lo sviluppo del territorio locale innescare meccanismi o tradizioni che recuperino la convivialità tra gli abitanti della zona.  Ad esempio,  la cultura dell’abito che passa da figlio in figlio. o dal grande al piccolo.

Certamente la crisi impone la formazione di una coscienza diversa, sia nei consumi che nell’attenzione all’ambiente. Diventando tutti più poveri comprendiamo meglio la tutela dell’ambiente e sicuramente nel tempo ci sarà una riconsiderazione del bene comune, E’ infatti molto evidente come,  nei momenti di crisi si cominci a fare attenzione ai consumi e quindi a tutte le iniziative finalizzate all’inclusione sociale e all’impatto ambientale.

Ed il progetto che presento risponde  in pieno questa filosofia e a questo stile di vita.  La crisi impone buon senso ed è bellissimo usare e ri-usare quello che già si ha. Non occorre produrre altro, è possibile rigenerare ciò che già c’è”! Questo è il grande valore aggiunto del progetto, smuovere le coscienze attraverso emozioni apparentemente intangibili.

Luciana Delle Donne sarà presente a “La notte dei Pionieri” , la cerimonia di premiazione del concorso “A caccia di Pionieri”, venerdi’ 3 maggio presso la Triennale di Milano.