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La capacità di una persona influenzare gli eventi dipende fondamentalmente da tre fattori: l’accesso diretto ai centri decisionali, la competenza, la simpatia. Il primo viene dato per scontato e per certi versi viene sopravvalutato per ragioni quasi dettate dalla semantica: il capo è colui che comanda. Il secondo è vittima del pregiudizio che lo vede subalterno al potere perchè confinato al momento analitico. Il terzo sfugge all’attenzione perché difficilmente misurabile e apparentemente soggettivo. Ogni contesto può garantire un peso relativo differente a ciascuno dei tre elementi e sembra opportuno ipotizzare che un sistema aperto, responsabile, trasparente ed equilibrato consenta al secondo di trovare piú spazio, mentre un sistema chiuso, poco accountable, opaco e polarizzato tenda a favorire l’importanza della gerarchia. Allo stesso modo ciascuno dei tre elementi può diventare più “pesante” quando utilizzato per costruire e mantenere forti legami sociali, e in questo caso è la simpatia ad avere un vantaggio competitivo. Infine, non è assurdo immaginare per pura legge aritmetica che la combinazione di due dei tre potrebbe portare il terzo a perdere il podio.
Tutto questo mi dà fiducia. E speranza. Tutto questo mi racconta che esiste uno spazio importante per la società civile che sceglie, per coerenza con se stessa, di non cercare di entrare nel Palazzo. Tutto questo mi dice che è data ai cittadini la possibilità almeno teorica di essere in grado di cambiare, di trasformare, di migliorare la propria comunità, la propria regione, il proprio Paese. Tutto questo mi dice che non bisogna mollare, che bisogna abbracciare il mondo delle possibilità e farlo nostro, che bisogna utilizzare gli spazi possibili puntando sui propri talenti di cittadini invece che affannarsi nel tentativo di acquisirne altri che comporterebbero il rischio di snaturare e svilire la bellezza e la forza di essere un puro e semplice cittadino, accanto e intorno ai partiti, ma nettamente separati da questi. Lo dico perchè scoprire la propria forza, in questi giorni di collasso per il Palazzo, sarà chiave, fondamentale, vitale.

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