youth_guarantee_rif--400x300Dopo il primo incontro di Firenze, a febbraio, il progetto di RENA su Giovani e Lavoro ha vissuto a Cesena, sabato 22 marzo, un’importante accelerazione, senza dubbio merito degli interventi di un panel allargato e collaborativo. Erano presenti, oltre ad alcuni dei nostri primi interlocutori, Confcooperative e CNA, esponenti delle amministrazioni locali, consulenti e docenti.
La convergenza, spontanea, di punti di vista e pratiche proposte, si è presentata come una magnifica opportunità di individuare delle iniziative comuni.
In tal senso è stato forse esemplare l’intervento di Annibale D’Elia, Dirigente delle politiche giovanili per la Regione Puglia, che ha proposto di riconsiderare il pubblico come piattaforma abilitante di interazioni, un concetto che riesce a coniugare la capacità organizzativa delle istituzioni con la vivacità delle associazioni che operano sul territorio. Ispirandosi a questo principio, D’Elia sta progettando, all’interno degli interventi per la Youth Guarantee, una piattaforma on-line di “Crowd-volunteering“, con cui gestire in modo innovativo il servizio civile: un luogo dove offrire il proprio tempo e candidarsi a svolgere progetti per il bene comune.
 
L’intervento di Matteo Lepore, Assessore allo sviluppo economico, marketing e innovazione del Comune di Bologna, conferma la diffusione di questa nuova interpretazione del ruolo delle istituzioni. A Bologna è infatti nata una piattaforma fisica per l’educazione informale attraverso un ampio partenariato locale di grandi imprese, professionisti e scuole. Un contesto in cui gli stessi giovani potrebbero essere protagonisti, facendo da animatori della rete, acquisendo competenze specifiche, magari grazie allo strumento del servizio civile.
 
Questo approccio molto collaborativo si riflette anche in McKinsey: Alessio Magnavacca, che ha partecipato alla realizzazione della ricerca “Studio ergo lavoro“, incentrata sulle motivazioni strutturali degli squilibri tra domanda e offerta di lavoro, ha comunicato l’intenzione della sua società di costituire un’associazione che riunisca imprese, enti pubblici e giovani per :
1) allineare offerta formativa, piani a livello nazionale su cui le imprese del territorio sono più bisognose;
2) coinvolgere le imprese nell’orientamento, per apprendere conoscenze pratiche;
3) potenziare ed estendere i servizi di orientamento personale.
 
Andrea Danielli (Rena, Make in Italy), trovandosi allineato con le idee espresse, ha riformulato e inquadrato alcune proposte risalenti all’incontro di Firenze, spingendo sul bisogno di utilizzare a nostro vantaggio i principi della sharing economy: rete, fiducia, capitale umano. Ha perciò discusso alcune idee del gruppo di lavoro RENA:
1) Co-housing legato a programmi di formazione, per favorire la mobilità giovanile;
2) auto-formazione in ambito STEM (science, technology, engineering, mathematics) attraverso la diffusione di fablab e coworking artigiani;
3) creazione di un ecosistema start up attraverso una piattaforma di matching tra innovatori per favorire sinergie interdisciplinari (all’interno dei programmi di finanziamento).
 
Stefano Micelli (professore di Cà Foscari, autore di Futuro Artigiano) ha portato un ulteriore, importante contributo a favore dei fablab: con la Fondazione Nord Est, di cui è presidente, ha realizzato un progetto di educazione informale basato sull’apertura di fablab in 10 scuole superiori, dagli ITIS al liceo classico. Ha fatto un’azione pubblica senza ricorrere alla politica, mettendo alla prova le forze e la volontà della società civile nel realizzare un progetto compiuto, anche grazie all’appoggio di partner importanti, come Unicredit, DWS e Roland.
 
Stefania Milo, presidente CNA Giovani, e Francesco Ranghiasci (Confcoorperative), confermano il loro interesse a proseguire questo percorso comune. Dei temi sul tavolo condividono l’approccio collaborativo, per Ranghiasci naturalmente fondato sulle cooperative, pratico (per CNA tramite i fablab), e sperimentale, meglio se arricchito da validi strumenti di misurazione delle policies.
 
Che conclusioni trarre da questa esperienza? Che Rena ha saputo svolgere un’utile opera di divulgazione e contestualizzazione del problema del lavoro, mettendo in luce le opportunità offerte dalla Youth Guarantee, grazie agli interventi introduttivi di Francesca Mazzocchi e Federico Pancaldi. E che ha saputo coinvolgere attori di primo piano, da cui sono scaturite, quasi naturalmente, molte idee innovative e, allo stesso tempo, pratiche e realizzabili.
 
Siamo certamente pronti, nel prossimo incontro, a decidere su cosa investire le nostre energie, trovando il modo di valorizzare le competenze di un network sempre più ampio e affiatato.
Seguiteci!
 
(articolo a cura di Andrea Danielli)