“Immaginate che un giorno intere sezioni della vostra biblioteca vengano rese inaccessibili. Non vi verrà mai detto quali specifici libri, e per quale ragione sono stati rimossi, ma troverete solo un cartello che vi informa che qualcuno, da qualche parte, per qualche ragione, ha segnalato che i libri di quella sezione violano i diritti di qualcun’altro. Immaginate che anche dagli scaffali accessibili della biblioteca qualcuno rimuova costantemente libri senza che voi o gli altri utenti della biblioteca, possiate sapere quali volumi sono stati rimossi, e senza che vi sia data la possibilità di valutare se la rimozione di tali libri viola alcuni dei vostri diritti fondamentali”.
Parte così il Manifesto dei promotori di ‘Sito non raggiungibile’, un gruppo di Associazioni – Adiconsum, Agorà Digitale, Altro Consumo, Assonet e Asso Provider – che si appellano ai Parlamentari italiani ed alla stessa AGCOM affinché l’Autorità Garante ritiri l’ultimo provvedimento a tutela del diritto d’autore, la delibera 668 del 2010.
Ricorderete che con questo provvedimento l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è sembrata voler introdurre nel nostro paese un meccanismo tramite il quale inibire l’accessibilità ai siti posti fuori dal nostro territorio italiano, e, contestualmente, rimuovere i contenuti sospettati di violazione del diritto d’autore.
Senza che tale violazione possa essere preventivamente accertata dall’Autorità Giudiziaria.
La tutela del diritto d’autore è un terreno molto delicato. Noi di FATW abbiamo affrontato il tema già in altre occasioni sottolineando come, proprio nell’ottica dei valori di ARTE a noi tanto cari, anche in tale contesto diventa fondamentale trovare un giusto contemperamento degli interessi coinvolti, cercando una possibile conciliazione tra la tutela delle posizioni economiche di alcuni e i diritti dei singoli alla diffusione del sapere e della conoscenza.
La procedura prevista dall’AGCOM potrebbe facilmente colpire, oltre a interi siti esteri sospettati di violazioni del diritto d’autore, anche “gran parte dei sistemi comunemente utilizzati per avere accesso alle informazioni necessarie per lo scambio di software libero e per conoscere le opere disponibili nel pubblico dominio e distribuite con licenze aperte”, nonché singoli contenuti, di privati o della PA.
L’appello dei promotori e dei sottoscrittori dell’iniziativa è alla stessa AGCOM, affinché effettui una moratoria sulla nuova regolamentazione sul diritto d’autore, e non adotti alcuna nuova regolamentazione; contestualmente, si chiede al Parlamento di avviare un dibattito pubblico alla ricerca di nuovi equilibri, rispettosi del diritto d’autore ma, nello stesso tempo, tali da evitare il pericolo di nuove censure. In una ricerca di dialogo possibile e produttivo.