E’ on line l’appello di Pari o Dispare contro lo “scippo” dei fondi derivanti dall’equiparazione dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego e destinati a misure di conciliazione e non autosufficienza. Quattro miliardi che il Governo si era impegnato ad utilizzare  per interventi dedicati a favorire l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro, per la conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro e per il fondo non autosufficienza.
Nel Piano Nazionale di Riforma, che verrà presentato a Bruxelles e nel DEF del Governo, in discussione in questi giorni, di quei fondi non c’è più traccia.
La Legge di Stabilità 2011 sembra destinare i primi risparmi derivanti da quella misura a ripianare i debiti dei Comuni e i buchi nella Sanità. Dunque, a fronte di 4 miliardi di risparmi disponibili, ripartiti su dieci anni, per le misure di conciliazione sono stati stanziati solo 40 milioni di euro. Il Governo ha quindi già deciso che quelle risorse non saranno destinate né agli asili nido, né a misure per favorire l’occupazione femminile.
Per tenere d’occhio le risorse del Fondo si è deciso di istituire un Comitato Garanti, composto da personalità competenti e autorevoli. Hanno fino ad ora aderito al Comitato la Vicepresidente del Senato Emma Bonino, il Senatore Pietro Ichino, la Deputata Linda Lanzillotta, il  Prof . Roberto Artoni, la  Prof.ssa Elsa Fornero.
“Occorre impedire che il Governo continui a distrarre risorse che la legge destina alle politiche sociali e familiari e all’esigenza di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare delle lavoratrici”, ha commentato Cristina Molinari, presidente del comitato Pari o Dispare. “Per questo abbiamo formulato   una risoluzione bipartisan, presentata alla Camera a conclusione del dibattito sul DEF, alcune spiegazioni e impegni del Governo. la risoluzione trasformata in emendamento non è passata per soli 4 voti. Ora mobilitazione”
(dal sito di Pari o Dispare: http://www.pariodispare.org/).