La Summer School 2019 si avvia alla conclusione con la quinta giornata. Una mattinata dedicata a ripercorrere le precedenti giornate e i temi trattati per programmare ciascuno di noi farà da domani nei propri contesti e come apporterà un po’ di “cambiamento”.

 

Emanuele Rapisarda, Coaching e metodologie del cambiamento, Cocoon Projects

Emanuele Rapisarda ha fatto della flessibilità la sua più grande dote. Lavora per aiutare gli altri ad evolvere nonostante un contesto sempre più complesso. E lo fa con Cocoon Projects, un team dedicato a realizzare i progetto e le idee dietro cui si nasconde realmente un valore.

Emanuele ci parla della sua esperienza nella foresta amazzonica. Il suo mentor lavorativo l’anno scorso gli ha detto di partire, di andare seguendo il suo istinto portando con sé un libro: Small Arcs of Larger Circles di Nora Bateson. RENA Summer School 2019

Where is the forest? Is in the soil, insects, plants, animals, bacteria or creeks?

Emanuele parte dalle pagine di questo libro per descrivere i modelli organizzativi che hanno caratterizzato i primi del ‘900. Modelli molto gerarchici ma altrettanto stabili e solidi. Queste caratteristiche hanno consentito, in un periodo di relativamente bassa complessità e relativamente alta prevedibilità di gestire l’ordine delle cose in maniera abbastanza adeguata. Progressivamente però il livello di complessità è aumentato (anche a causa delle tecnologie) e oggi siamo tornati ad un livello di prevedibilità più elevato.

Questi nuovi scenari non fanno però che aumentare la necessità di fare affidamento alle nostre capacità umane e alla nostra capacità di gestire la complessità.

La passione resta al centro delle nostre vite, ma non secondo Emanuele vi vuole anche talento, responsabilità e ecoismo (cioè la capacità di fare qualcosa non solo per fini individualistici ma per anche per l’intero sistema che ci sta intorno: ad esempio un membro di una famiglia che però attua un comportamento a beneficio di tutti gli altri componenti.

Questi comportamenti non sono però possibili nelle organizzazioni piramidali ed Emanuele ci spinge a guardare alle relazioni (infinite) che si possono instaurare in un mondo complesso e queste interconnessioni sono globali.

“Per la prima volta nella storia un problema può nascere negli Stati Uniti, essere studiato in Asia ed essere risolta in Africa in qualche settimana”.

Questi complessi sistemi non possono essere controllati ma è certamente più facile lavorare insieme e trovare soluzioni ai problemi che nascono se siamo capaci di superare gli egoismi lavoriamo invece in un sistema ecoistico.

“Where is the forest? Is in the soil, insects, plants, animals, bacteria or creeks?

The forest exists in the relationships between all of these living things!”

Esistiamo perché siamo parte dell’ecosistema.

Attraverso un lavoro di gruppo e successivamente individuale i partecipanti hanno individuato le loro “narrative” e le tematiche sulle quali vorrano inziare a lavorare da domani, anche grazie a tutti gli stimoli della Summer School.

RENA Summer School 2019

Stefania Paolazzi ripercorre le parole chiave delle dimensioni del cambiamento che sono state esplorate durante la scuola: coraggio, radicalità, vulnerabilità.

Tommaso Goisis chiede poi a ogni partecipante alla scuola di scegliere una parola che racconti quanto vissuto in questi 5 giorni e di spiegarne il motivo.

 

 

I partecipanti riassumo la scuola in una parola / concetto → 

 

Matteo → La parola che ho scelto è: GIOIA

Perché: seguendo il consiglio di Nicola (Capone), nella lotta per il cambiamento è essenziale ritrovare la gioia e l’entusiasmo, anche nel costruire alleanze.

 

Daniele → La parola che ho scelto è: SCHIAFFI

Perché: ne ho presi tantissimi, dal primo minuto in cui sono arrivato. Ho messo in discussione le mie idee, certezze, convinzioni. Ho messo in discussione tutto, e ho imparato tantissimo.

 

Chiara Brughera → La parola che ho scelto è: CORAGGIO

Perché: Ho scelto questa parola perchè credo che il cambiamento debba partire proprio da lì, dal coraggio di fare, di dire e creare. Dalla Rena Summer School mi porto a casa il coraggio anche di credere nei miei progetti e portare avanti il mio cambiamento a favore degli altri.

RENA Summer School 2019

Eleonora → La parola che ho scelto è: ALLEANZE

Perché: Perché è una parola con una narrativa persistente: guerra, religione, economia, costruzione democratica….

Perché fare alleanze significa aver ragionato sulle proprie fragilità. Perché in una alleanza c’è intenzionalità di cambiamento. Perché fare alleanze è lo strumento più potente a  disposizione dei “guerrieri indifesi di cui ha bisogno il mondo” (per dirla con le parole di Chandra Livia Candiani che ci ha fatto conoscere Nicola Capone).Perché la RSS 2019 si è svolta nelle convulse giornate della crisi di governo e delle consultazioni e si è tanto parlato dell’alleanza giallo-rossa.

 

Giulia Soriero → La parola che ho scelto è: PASSIONE

Perché: La passione è ciò che ho letto negli occhi e ho percepito dalle parole delle persone che ho incontrato durante questa esperienza entusiasmante. La passione per le tematiche che ci stanno a cuore, per le cose che proviamo a costruire ogni giorno, è l’ingrediente principale che muove le nostre vite.

Un cambiamento concreto, possibile e sostenibile, può avvenire solo grazie a persone così appassionate. A volte mi sono sentita un po’ un alieno nel pensare che possa essere davvero così, ma dopo la Rena Summer School ho ritrovato la consapevolezza e la forza di seguire questa via.

 

Luca Celotto → La parola che ho scelto è: ASCOLTO

Perché: in questi giorni ho capito quanto sia importante ascoltare chi cerca di parlare, chi non ha voce, chi è invisibile o non viene ascoltato. Ascoltare la comunità e il territorio per pensare insieme il cambiamento, e creare una società a partire da tutte le voci.

E l’ascolto è stato centrale in questi giorni, quando mi sono ritrovato a passare da un gruppo di persone a un altro, sia relatori sia “alunni”, per sentire mille storie ed esperienze diversissime. Ascolto per arricchirmi.

 

Gianluca → La parola che ho scelto è: COMUNITÁ

Perché: Ho scelto di descrivere la mia esperienza alla Summer School di Rena con questa parola perché penso che il cambiamento, quello vero e creativo, parta proprio da lì. RENA Summer School 2019

Dalle comunità di cittadini che abitano gli spazi urbani e rurali, ognuna caratterizzata da bisogni, idee e speranze.
Dalle comunità di pensatori, filosofi, formatori, scienziati e artisti che hanno il coraggio di dare forma ad idee a volte geniali a volte folli.
Dalle comunità di policy maker, associazioni e organizzazioni con la voglia di rompere gli schemi diventando veri agenti del cambiamento convogliando le energie dell’ambiente in cui sono immersi.

 

Giovanni Scandroglio → La parola che ho scelto è: (IM)MISSIONE

Perché: L’esperienza della RSS è stata pazzesca ma credo che, come molte attività di questo tipo o associazioni simili, sia destinata ad un “elite”. La sfida che bisogna porsi credo sia quella di renderla qualcosa di quotidiano, che possa appartenere a tutti e convincere chi non verrebbe mai a partecipare a iniziative del genere. Questo farebbe si che si creino dibattiti con veramente ogni punto di vista. Questa parola non credo descriva perfettamente quello che intendo dire ma mi è venuta in mente prendendo spunto dalle parole di Annibale.

Immissione perchè bisogna attivarsi per coinvolgere tutti, e lasciare contaminarsi da tutti

Bisogna pensare a tutti, anche chi è stato tralasciato negli ultimi anni, e coinvolgerli per proporre, non dinamiche prestabilite o reti importate da altri contesti, ma veri e propri cambiamenti voluti da loro stessi.

 

Angela Fuggetta → La parola che ho scelto è: CONTAGIO

Perché: nei giorni della Summer School ci siamo reciprocamente  contagiati di entusiasmo, idee, buone pratiche, saperi. Perché il contagio presuppone un contatto materiale, corporeo tra chi porta e chi riceve e quindi una fiducia reciproca che è il contrario della paura dell’altro narrata  dalla nostra contemporaneità. E ancora perché questa parola in genere si riferisce ad una malattia, cioè a qualcosa che associamo ad un’esperienza non piacevole e i contenuti di questi giorni non sono sempre stati piacevoli, nel senso che non erano esattamente quello che avevamo voglia di sentirci dire, erano necessari però a innescare una critica, una riflessione, a farci uscire dalla nostra zona di comfort per diventare attori e registi di cambiamento.

 

Giada Fichera → La parola che ho scelto è:IDENTITÁ

Perché: Ognuno di noi nel rapporto con l’altro scopre chi è, la sua identità. E quando tante diverse identità si ritrovano, con l’orecchio attento, l’occhio curioso, con la voglia di imparare è lì, in quella zona di confine che li unisce, che la creatività è massima e c’è spazio per la costruzione di alleanze.

 

Mauro Tommasi → La parola che ho scelto è: VOLONTÀ 

Perché: Ho scelto la parola volontà perché l’insegnamento più grande che mi porto di questa esperienza è la fiducia e la consapevolezza che siamo in tanti a condividere la volontà di cambiamento. C’è un gran bisogno di persone con spirito critico, umanità, autenticità, competenza, e sono felice di averne conosciute così tante. La forza di volontà da sola non basta, è quando questa volontà è condivisa che diventa azione concreta, e sono sicuro che un giorno ci ritroveremo a discutere di questa volontà divenuta realtà.

 

Martina Sabbadini → La parola che ho scelto è: ASCOLTO

Perché: perchè ascoltare gli altri senza giudizio è la cosa più difficile da fare ma credo sia un elemento chiave per il cambiamento. Questa parola è risuonata in me durante tutte le giornate della scuola ma è emersa con prepotenza nel corso dell’intervento di Emanuele Rapisarda. Sapersi ascoltare è il primo passo per diventare ecoisti. Ascoltare gli altri per quello che sono e per quello che portano dentro un processo di cambiamento permette di costruire traiettorie di futuro “con” e non “per” qualcuno. Dall’ascolto nascono percorsi veri di inclusione sociale. RENA Summer School 2019

 

Riflessioni profonde, ragionate, molto personali e al tempo stesso utili per tutte e tutti.

L’insegnamento è quello che per produrre un cambiamento che sia davvero inclusivo – oltre che sostenibile ed equo – occorre creare le condizioni affinché, dentro le comunità, ci sia spazio per tutte e per tutti di esprimersi.

Nel farlo, non c’è nulla perdere, quanto solo da guadagnare.

Vengono poi ringraziati i/le docenti della scuola, che hanno deciso di regalare il proprio tempo alla Summer School di RENA e ai suoi partecipanti.

“Siete voi il cambiamente che stavate aspettando; siamo noi il cambiamento che stiamo aspettando”.

 

Questo articolo è un lavoro di intelligenza collettiva di: Tommaso Goisis, Giulia Paciello, gli studenti e le studentesse della scuola, Giuseppe Ciarliero.